Sabato 13 Luglio 2024
ELENA COMELLI
Economia

Ferrovie tedesche, cade un mito. Un treno su due in ritardo

A giugno solo il 52,5% dei treni a lunga percorrenza è arrivato in orario

Stazione centrale di Francoforte

Stazione centrale di Francoforte

Roma, 9 luglio 2024 – Per la Germania gli Europei di calcio sono stati una débacle, ma non sul terreno di gioco: la partita decisiva si è disputata sui binari, dove il mito della puntualità tedesca è andato in pezzi. Nel mese di giugno, infatti, le ferrovie tedesche hanno toccato il fondo sul fronte della puntualità: un treno a lunga percorrenza su due è arrivato in ritardo a destinazione, in base a un'indagine del quotidiano “Bild”. Nello specifico, solo il 52,5% dei treni a lunga percorrenza è arrivato in orario. Dall'inizio degli Europei, cinque milioni di viaggiatori e tifosi di calcio hanno viaggiato con treni a lunga percorrenza, arrivando negli stadi in ritardo o addirittura perdendo del tutto la partita a causa della soppressione dei treni e dei cantieri. Sono anni che si parla del disastro delle ferrovie tedesche, ma un risultato così drammatico non si era ancora mai visto. Per fare un confronto: a gennaio il 63% dei treni è arrivato in orario. A marzo il 68%. Nei confronti annuali il disastro diventa ancora più evidente: la puntualità si registra dal 2012 e inizialmente si attestava costantemente intorno al 75%. Nel 2020 la puntualità è stata dell’82%, nel 2021 del 75%. Poi è iniziato il crollo: nel 2023 solo il 65 per cento dei treni a lunga percorrenza è arrivato in orario. In pratica, ormai chi s'imbarca su un treno della Deutsche Bahn sa quando sia parte ma non quando si arriva e prendere una coincidenza è diventato un terno al lotto. Detlef Neuß, presidente dell'associazione passeggeri Pro Bahn, cioè Pro Treno, ha commentato: “Il nostro sistema ferroviario è fatiscente, l'infrastruttura è soggetta a usura da decenni e sono stati investiti troppo pochi soldi per ripararla. Anche la situazione del personale è assolutamente insoddisfacente”. Tutto questo era noto ben prima degli Europei, “ma è stato ignorato soprattutto dai politici”. La sua amara conclusione: "I problemi della ferrovia non scompariranno dopo i campionati". A causa della rete di collegamenti fatiscente, ormai il caos ferroviario con ritardi e cancellazioni dei treni fa parte della vita quotidiana dei passeggeri ferroviari “normali”. L’aumento del numero di passeggeri durante gli Europei, poi, ha contribuito naturalmente ai ritardi: “Quando molti passeggeri si affollano per salire su un treno, le soste nelle stazioni si allungano, il che si traduce spesso in un ritardo, che poi non viene mai recuperato”, dice la Pro Treno. La Deutsche Bahn, da parte sua, in un primo tempo ha incolpato il meteo. "Le condizioni meteorologiche estreme nella prima metà di giugno hanno causato un enorme rallentamento della nostra puntualità", ha detto alla Bild un portavoce dell'azienda. “In giugno abbiamo registrato il maggior numero di ritardi legati alle condizioni meteorologiche nel trasporto a lunga distanza mai registrato. In media, oltre 400 treni a lunga percorrenza al giorno sono stati colpiti da fattori esterni come frane, inondazioni e danni alle dighe”. I danni provocati dalle alluvioni in diverse regioni sarebbero costati 15 punti percentuali in termini di puntualità. Ora, però, le ferrovie hanno cominciato ad ammettere le proprie carenze. Michael Peterson, membro del board delle ferrovie e responsabile dei trasporti a lunga percorrenza, si è scusato: “Comprendiamo il dispiacere e le critiche dei fan. La ferrovia attualmente non offre la qualità che tutti meriterebbero. Allo stesso tempo, stiamo facendo tutto il possibile per portare i viaggiatori a destinazione in modo affidabile”. Secondo l’ente ferroviario, 150.000 dipendenti delle ferrovie in tutto il Paese sono “pienamente impegnati a far funzionare il sistema”. I disagi non solo solo colpa delle ferrovie. Il sistema paga decenni di sottoinvestimenti dovuti alla Schuldenbremse, il blocco del debito pubblico ancorato nella Costituzione proprio negli anni della crisi dei mutui subprime per opera dell'allora ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble. Da allora ad oggi tutte le infrastrutture tedesche (non solo le ferrovie) si sono fortemente depauperate e ora i nodi vengono al pettine tutti insieme, con una macchina incapace di riparare in tempi brevi le rotture dei binari (da 3.652 nel 2019 a 7.312, più del doppio, l’anno scorso). La Germania lo sa e il governo ha stanziato 45 miliardi entro il 2027, ma l’opera è titanica e la Deutsche Bahn ha pensato bene di avviare una prima tranche di lavori proprio durante gli Europei, causando interruzioni e ritardi a catena. “Il caos delle ferrovie mette in imbarazzo il nostro Paese davanti a tutta Europa”, si è lamentato il vice capogruppo della Cdu in Parlamento, Ulrich Lange. Mancare il calcio d'inizio per problemi di puntualità dei treni “è un grave fallo da parte della Deutsche Bahn nei confronti dei tifosi. L'azienda merita il cartellino rosso e dev'essere riorganizzata”, ha tuonato Lange. Una critica che potrebbe portare al taglio di qualche testa.