La storica sede delle Assicurazioni Generali a Trieste
La storica sede delle Assicurazioni Generali a Trieste
di Achille Perego Con una mossa a sorpresa Francesco Gaetano Caltagirone è entrato nella top ten degli azionisti di Mediobanca. Il 23 febbraio, secondo gli aggiornamenti Consob, tramite l’Istituto Finanziario 2012 ha rilevato un pacchetto dell’1,014% della banca di Piazzetta Cuccia. Un investimento, stando ai valori di Borsa (ieri il titolo ha chiuso a 8,95 in rialzo dell’1,43%) di circa 81 milioni. L’arrivo di Caltagirone segue l’ingresso, ben più...

di Achille Perego

Con una mossa a sorpresa Francesco Gaetano Caltagirone è entrato nella top ten degli azionisti di Mediobanca. Il 23 febbraio, secondo gli aggiornamenti Consob, tramite l’Istituto Finanziario 2012 ha rilevato un pacchetto dell’1,014% della banca di Piazzetta Cuccia. Un investimento, stando ai valori di Borsa (ieri il titolo ha chiuso a 8,95 in rialzo dell’1,43%) di circa 81 milioni.

L’arrivo di Caltagirone segue l’ingresso, ben più consistente, nel capitale dell’istituto guidato da Alberto Nagel da parte di Leonardo Del Vecchio diventato, dopo l’uscita nel 2019 di UniCredit, primo azionista con il 13,2% e il via libera Bce a salire fino al 20%. Dietro il numero uno di EssilorLuxottica, l’azionariato di Mediobanca vede Mediolanum con il 3,3% e capofila del patto di consultazione che raggruppa il 12,6% del capitale e di cui fanno parte anche i Benetton (2,2%), Fininvest (2%), Finpriv (1,6%) e quel che resta (3,6%) dei piccoli soci privati italiani. Fra i grandi azionisti di Mediobanca figura anche Vincent Bollorè (2,8%), mentre la quota maggiore fa capo agli investitori istituzionali (50%) e al retail (21,4%).

Ma che cosa ha portato il costruttore romano a investire in Mediobanca? Certo, è una banca che ha visto la prima semestrale dell’esercizio 2020-2021 registrare un utile di 411 milioni. E il titolo si sta riavvicinando ai valori (9,65 euro) pre-Covid di febbraio 2020. Ma secondo il mercato la mossa di Caltagirone avrebbe come obiettivo le Generali di cui Mediobanca è l’azionista che pesa di più e non solo nel capitale dove è presente col 13%. Seguita proprio da Caltagirone con il 5,65% e dalla Delfin di Del Vecchio (4,84%) davanti ai Benetton (3,98%).

C’è chi immagina un rafforzamento dell’asse Caltagirone-Del Vecchio in vista del rinnovo l’anno prossimo del cda delle Generali. E se la lista dei candidati spetta al consiglio, non si potrà non tenere conto dei pesi azionari. Anche per l’ad Philippe Donnet che ha appena confermato obiettivi di piano e crescita dei risultati nonostante il Covid. Ma non è un mistero che Caltagirone e Del Vecchio abbiano in passato espresso il desiderio di un salto dimensionale con una grande acquisizione europea. Per ora esclusa, mentre anche recentemente Donnet ha ribadito l’attenzione a cogliere eventuali opportunità di M&A.