Martedì 23 Luglio 2024
VALERIA GORETTI
Economia

Bitcoin, la storia. Com’è nato un impero da una pizza ordinata a domicilio

Che cosa sono le criptovalute e su cosa si basano? Le oscillazioni della valuta virtuale dalla sua creazione nel 2009

Bitcoin, la storia e le oscillazioni della moneta virtuale (Ansa)

Bitcoin, la storia e le oscillazioni della moneta virtuale (Ansa)

Roma, 12 gennaio 2024 – Negli ultimi anni si è parlato molto spesso di Bitcoin,  una criptovaluta (nei fatti una moneta virtuale) creata nel 2009 da un anonimo con lo pseudonimo di Satoshi. A oggi è la moneta digitale più diffusa al mondo, basata su un tipo di tecnologia detta Blockchain, ovvero una “catena di blocchi” che permette di gestire a aggiornare una serie di informazioni in modo aperto, condiviso e distribuito. Dunque questa moneta non è distribuita da una Banca centrale, ma dipende dal possesso e dallo scambio che ne viene fatto tra singoli utenti. Il secondo principio del Bitcoin è la ‘crittografia forte’, ovvero il sistema per validare e rendere sicure le transazioni. Per usare i Bitcoin è necessario avere un portafoglio o conto virtuale e collegarsi a siti che offrano tale valuta virtuale in cambio di denaro. I Bitcoin possono essere  infine scambiati o spesi, in quanto accettati da numerose attività sia online che fisiche.

Pro e Contro

Tra i pro ci sono la semplicità nell’utilizzo e i costi di transazione bassi, tra i contro ci sono principalmente il possibile crollo della valutazione e le incertezze sull’affidabilità degli operatori. Inoltre, essendo un denaro virtuale, il Bitcoin può essere rubato (per esempio da un attacco hacker) o perso per malfunzionamento dell'hard disk del pc dove è conservato. È, tuttavia, una valuta relativamente controllata, poiché inviata e ricevuta tramite portafogli digitali. Il sistema però è anonimo e, sebbene esista un registro pubblico condiviso alla base del meccanismo, non è immune da rischi in materia di riciclaggio ed evasione.

Storia di alti e bassi per le criptovalute

Proprio sulla base di queste premesse le criptovalute sono state oggetto, negli anni, di fasi di successo altalenanti e pareri discordi. Nel 2009 inizia a funzionare la rete Bitcoin e si assiste per la prima volta anche all’utilizzo nel mondo fisico con l’acquisto di beni reali. Il primo acquisto? Una pizza a domicilio. La rete poi cresce e arriva nel 2012 alla capitalizzazione di un miliardo di dollari. Fra il 2010 e il 2011, tuttavia, iniziano a sorgere problemi e dubbi su come considerare questa valuta, diventata fenomeno mediatico e questione complessa per i regolatori di diverse nazioni: a causa dell’uso anonimo e dell’assenza di autorità di controllo il Bitcoin viene infatti spesso associato al mercato illegale, dalla droga al terrorismo, e relegato a fenomeno di nicchia di scarso interesse per il mondo del business. Così si dividono le opinioni: alcuni lo riconoscono come valuta, altri come strumento finanziario e altri ancora lo proibiscono o ne sconsigliano l’utilizzo alle banche.

Dal 2014 l’interesse inizia a virare, più che sulla valuta, sulla tecnologia dietro ai Bitcoin, ovvero la Blockchain. Nascono piattaforme che sfruttano principi Bitcoin per altri scopi come la creazione di contratti digitali e la facilitazione di pagamenti interbancari. Aderiscono le prime banche, tanto che nel 2015 nasce R3, il consorzio delle banche più importanti al mondo che sviluppa anche una propria piattaforma. 

2015-2017: primavera e inverno delle cripto

Dal 2015 la tecnologia Blockchain si afferma, e con essa la credibilità dei Bitcoin, che guadagnano la copertina di The Economist. Di conseguenza aumenta la consapevolezza delle aziende in materia e vengono avviate varie sperimentazioni. Dopo questa fase di slancio ne è seguita una di perplessità e disillusione: il 2017 è stato segnato da una continua oscillazione del valore delle criptovalute e sono emersi limiti nella crescita della loro rete, per la lentezza nell’effettuare transazioni, per il consumo elevato di energia e per la validazione e il rischio del loro concentramento in pochi computer. E così nel 2018 arriva il cosiddetto crypto-winter, la fase nera, caratterizzata da un inarrestabile crollo in termini di capitalizzazione. Problemi non condivisi dalla tecnologia alla base delle criptovalute. Infatti la Blockchain ha continuato a suscitare grande interesse e a evolversi grazie anche a community pubbliche. Fra 2020 e 2021 c’è stato un nuovo boom, con un picco di progetti da parte delle Banche centrali per realizzare delle proprie monete digitali (le Cbdc, Central Banks Digital Currencies). Si sono iniziate a diffondere applicazioni di finanza decentralizzata (DeFi) che a novembre 2021 gestivano l’equivalente di 178 miliardi di dollari. L’attualità è segnata dalla prospettiva di un inquadramento giuridico dei Bitcoin e criptovalute da parte della Commissione Europea, con l’inserimento di una regolamentazione sul crypto-asset all’interno del Digital Financial Package della Commissione Europea.