Bitcoin (IMAGOECONOMICA)
Bitcoin (IMAGOECONOMICA)

Roma, 2 febbraio 2018 - Settimane turbolente per Bitcoin e le altre criptovalute. Oggi, secondo i dati di Coindesk, la madre delle monete digitali è crollata sotto gli 8mila dollari di quotazione, fino a raggiungere un minimo di 7.695 (il valore più basso da novembre). Dopo una sessione di forti acquisti durata meno di due ore è arrivato il rimbalzo, che ha permesso ai Bitcoin di assestarsi intorno ai 9mila dollari. Male anche Ethereum (scesa a quota 917 dollari), così come Ripple e le altre criptovalute minori. A metà dicembre i Bitcoin erano arrivati a valere quasi 20mila dollari, per poi scivolare a singhiozzo fino ai minimi di stamattina.

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PERCHE' IL CROLLO - Se è vero che la volatilità del valore è insita nella natura delle criptovalute, prive di un garante centrale e influenzate solo da domanda e offerta, il perché dei crolli sperimentati nelle ultime settimane è un altro. A raffreddare gli entusiasmi degli investitori e alimentare la paura dello scoppio della bolla sono infatti state le strette su trading mining (la produzione di criptovalute), nonchè gli annunci di regolamentazione messi in atto dai governi di importanti Paesi come Cina, Giappone (in cui un recente attacco hacker ha colpito la piattaforma Coincheck), Corea del Sud, Stati Uniti e India, dove si concentra la maggior parte delle operazioni in criptovalute. Pesano anche gli appelli alla prudenza e i giudizi negativi  in arrivo, ormai quasi quotidianamente, da importanti personalità della finanza come George Soros o il premio Nobel Joseph Stiglitz, o da prestigiose istituzioni come la Federal Reserve e la Bce. L'ultima spallata è arrivata da Facebook: il social più famoso al mondo ha infatti deciso di vietare a Bitcoin l'accesso alla pubblicità

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