Un Bitcoin versione souvenir (Ansa)
Un Bitcoin versione souvenir (Ansa)

Bologna, 23 gennaio 2018 - Il grande crollo della scorsa settimana ha fatto tremare il mondo delle criptovalute. Con il Bitcoin sceso a poco più di 9mila dollari (dal picco dei 20mila sfiorato a dicembre), cioè il valore dimezzato in un solo mese. Ora viaggia attorno agli 11mila. Una scintilla che ha fatto moltiplicare gli allarmi. Secondo Peter Boockvar, responsabile investimenti per Bleakley Financial Group, considerato tra i guru di Wall Street, il 90% del valore della regina delle monete virtuali potrebbe essere "azzerato", un epic crash che si materializzerà quando le banche centrali mondiali inizieranno ad alzare i tassi.

Eppure il mondo delle Ico (le offerte iniziali di acquisto di moneta) è tutt'altro che in declino: le oltre 1.400 criptovalute dopo essere scese a 300 miliardi, sono tornate a capitalizzare circa 537 miliardi di dollari. Se in Asia la febbre da criptomonete è una cosa seria e, per abbassarla, la Corea del Sud e la Cina che hanno imposto pesanti strette regolatorie a miners (produttori) e piattaforme, anche l'Europa inizia a pensare di prendersi qualche dose di tachipirina. "Vogliamo che l'Europa abbracci le opportunità della blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute. Ma per farlo dobbiamo essere vigili e impedire che diventino un segno di comportamento illecito", ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, alla riunione dei ministri delle finanze a Bruxelles. L'Europa rappresenta meno del 5% del commercio globale in Bitcoin. Tuttavia, sottolinea, "ho già chiesto alle autorità di vigilanza europee di aggiornare i loro avvertimenti sulla stabilità finanziaria e sulla prospettiva della protezione degli investitori".

Questo accadrà a breve. Come? Una regolamentazione aggiornata contro il riciclaggio di denaro, spiega il numero due della Commissione, "metterà gli scambi di criptovaluta e operatori sotto la vigilanza sul riciclaggio di denaro sporco. Ciò significa meno anonimato e maggiore tracciabilità attraverso una migliore identificazione del cliente e una forte due diligence". Da qui un incoraggiamento agli stati membri "a trasporre queste nuove regole il più rapidamente possibile".

Intanto, Oltreoceano, la Sec ha stroncato le ambizioni dei fondi che puntano a creare strumenti per investire sui bitcoin (Etf compresi). Non solo. La Consob americana indagherà sulle società quotate che stanno inserendo "blockchain" nel proprio nome per sfruttare l'interesse di cui questa tecnologia gode. E' il caso di Stapleton Capital, una società britannica specializzata in telecomunicazioni che ha più che raddoppiato il proprio valore dopo essersi ribattezzata Blockchain Worldwide e aver promesso investimenti nella tecnologia alla base di Bitcoin. Stesso giochino per On-line Plc che ha cambiato nome in On-line Blockchain Plc (titolo balzato in poche ore da 16 a 80 sterline). O, ancora, l'incredibile balzo delle azioni della Long Island Iced Tea Corp (un produttore di bevande) cresciute del 503% quando la società ha annunciato che si sarebbe trasformata in "Long Blockchain".

E voci si levano anche da Davos, dove i guru dell'economia e della finanza sono riuniti. Come quella del capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld: ai possibili vantaggi le cosiddette criptovalute presentano anche dei rischi e "sarebbe importante che i regolatori vigilassero attentamente per evitare che questi rischi si materializzino".

Dulcis in fundo. Dopo Stiglitz, un altro Premio Nobel per l'economia recita l'epitaffio: "Potrà campare altri 100 anni ma alla fine probabilmente, alla fine, il Bitcoin è destinato a collassare", sentenzia Robert Shiller. Cento anni, un'era geologica per i tempi della new economy e del web.