di Achille Perego

Centodieci anni di banca al servizio del territorio, delle famiglie e delle Pmi, Una missione alla quale il Banco Desio e della Brianza, nato nel 1909 come Cassa Rurale di Desio, non ha mai rinunciato in tutta la sua storia. Pur diventando ‘grande’, tanto da coprire oggi dieci regioni (in pratica tutto il Centro-Nord, dalla Lombardia all’Umbria che ha visto l’anno scorso l’incorporazione della controllata Popolare di Spoleto) con oltre 250 filiali e circa 2.200 dipendenti, il 40% donne. E la capacità (o meglio il valore aggiunto) d’essere sempre vicino ai suoi 360mila clienti, che possono entrare nelle filiali riconosciuti e chiamati per nome, Banco Desio l’ha dimostrata e confermata nel pieno dell’emergenza Covid.

Settimane dure e difficili, sia per le Pmi sia per le banche, che hanno visto l’istituto brianzolo fin da subito, e ancor prima dei decreti del governo, attivarsi "per capire le esigenze dei clienti e sostenerli, dalla liquidità alle moratorie su prestiti e mutui". Riuscendo ad assicurare quella "relazione personale" – nonostante i limiti imposti dalle misure di sicurezza anti-contagi e un lavoro da remoto con i dipendenti in smart working – che viene ancora prima dell’utilizzo delle tecnologie.

Di come il Banco Desio abbia saputo affrontare al meglio l’emergenza Covid – con tempi di risposta veloci soprattutto su crediti e domande di finanziamento "mantenendo elevato il costumer satisfaction, affiancando un buon supporto tecnologico e online alla forze delle filiali e delle nostre persone con i clienti" – è orgoglioso il suo nuovo ad e dg Alessandro Decio (nella foto). Manager dalla lunga esperienza professionale in Italia e all’estero nel mondo bancario e finanziario (in particolare nel gruppo Unicredit) e da ultimo alla guida di Sace, Decio ha preso il timone operativo del gruppo Banco Desio (che fa capo attraverso la holding Brianza Unione e direttamente alle famiglie Lado e Gavazzi) proprio in aprile, nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Una partenza non facile ma che gli ha già dato quelle soddisfazioni che esprimono i numeri. Oltre 22mila moratorie per 2,7 miliardi e 400 milioni già erogati per i prestiti garantiti dal decreto Liquidità. Cifra che nei prossimi mesi, complessivamente, anticipa Decio, dovrebbe arrivare a 1 miliardo. Quindi il 10% dei quasi 10 miliardi di impieghi complessivi della banca.

Liquidità e solidità patrimoniale (con l’indice Cet 1 al 14,40% al 31 marzo), del resto, hanno sempre caratterizzato il Banco Desio. Insieme con uno costante redditività, con 40,2 milioni di utile netto nel 2019 e 5,1 nel primo trimestre del 2020 (con un Roe del 2%), già segnato dagli effetti negativi della pandemia. Effetti che si faranno sentire su tutto il 2020 ma che, sottolinea Decio, non inficeranno un risultato comunque positivo per il gruppo anche nell’anno del Covid. Anche se, aggiunge il neo-ad, la ripartenza delle Pmi, core business insieme con le famiglie del Banco Desio, sta avvenendo tra luci e ombre con un giugno più timido dopo la piccola fiammata di maggio. "Ma il dato importante – ricorda Decio – è che i clienti che due mesi fa erano terrorizzati, oggi guardano al futuro con più fiducia convinti di potercela fare".

Come ce l’ha sempre fatta come media banca indipendente anche il Banco Desio, rinunciando negli anni anche alle avance di grandi gruppi italiani ed esteri alle cui offerte gli azionisti (Lado e Gavazzi) hanno sempre risposto con un ‘no, grazie’. Del resto il modello dell’istituto brianzolo si è confermato vincente anche andando controcorrente alle concentrazioni bancarie e alla spinta estrema verso la digitalizzazione.

Il che non significa che anche il Banco Desio non investa in nuove tecnologie e nei servizi online, ma, conclude Decio, resta prioritario il rapporto diretto con i clienti, il ruolo delle filiali che non saranno ridotte come succede per altri gruppi bancari e una vera conoscenza delle imprese che trovano nella banca un partner di lunga durata, a cominciare dal funzionario che le segue. Così come nella gestione prudente dei risparmi dei clienti, per cui il gruppo vanta circa 120 private e consulenti finanziari con un portafoglio di 6 miliardi di masse amministrate.