Roma, 24 novembre 2016 - IL PRESENTE si chiama Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego. Nel futuro prossimo, invece, ci sono l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive, e l’assegno di ricollocazione. Gli strumenti nelle mani di chi perde il lavoro stanno attraversando un periodo di profondo cambiamento. Il tutto mentre i sussidi di disoccupazione (Aspi, mini Aspi e Naspi) risultano nel 2015 essere 1.670.786, ossia in aumento del 6,9% rispetto al 2014 (dati Inps). Stiamo per uscire da un sistema tutto basato sugli ammortizzatori sociali, per passare al modello immaginato dal Jobs act. Il primo strumento da conoscere per i disoccupati è la Naspi, la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego: si tratta di un assegno che da maggio 2015 ha sostituito l’Aspi.

I REQUISITI - Per ottenerla bisogna essere lavoratori dipendenti (inclusi gli apprendisti) che abbiano «perduto involontariamente l’occupazione». Quindi non hanno tutele coloro che si sono dimessi o hanno risolto consensualmente il loro rapporto. Accanto a questo, bisogna avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione e almeno trenta giorni di lavoro effettivo negli ultimi dodici mesi. Chi rispetta questi requisiti, ovviamente, deve fare domanda all’Inps in via telematica attraverso internet, il contact center o gli enti di patronato. Importante ricordare il termine per fare richiesta: 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La durata del trattamento è commisurata ai contributi versati: ogni due settimane di contribuzione ci sarà una settimana di Naspi. Il massimo è di 24 mesi. È in questo periodo che bisognerà attivarsi per tornare sul mercato. E qui bisogna registrare, anzitutto, una mancanza.

Il Jobs act, infatti, puntava ad accoppiare una riforma degli ammortizzatori sociali a un’altra riforma, decisamente più ambiziosa: il ripensamento delle politiche attive per il lavoro. Quella rivoluzione, però, è rimasta a lungo zoppa. Anche se il decreto che l’ha disegnata è in vigore da settembre del 2015, sta spiccando il volo solo adesso l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

Questo soggetto, anche attraverso un portale unico, dovrebbe integrare meglio i servizi dei centri per l’impiego e delle agenzie per il lavoro accreditate a livello regionale. Anche se qualcosa si sta finalmente muovendo: la prossima settimana dovrebbe partire il nuovo portale dell’Agenzia, che la renderà di fatto operativa, consentendo ai cittadini di monitorare in maniera precisa il mercato. Ma non solo. È in partenza anche una sperimentazione che potrebbe risolvere molti problemi: si tratta dell’assegno di ricollocazione. L’Agenzia invierà nel giro di qualche giorno lettere a 30mila disoccupati che percepiscono la Naspi da almeno quattro mesi. Chi riceverà la missiva potrà registrarsi sul sito dell’Anpal e ottenere così un voucher dal valore compreso tra mille e 5mila euro, da spendere ai centri per l’impiego per ottenere servizi finalizzati al reinserimento. Nella speranza di ritrovare subito una collocazione.