Un boom dell’e-commerce ma anche dei pagamenti elettronici. Così, spinti anche dai cambiamenti imposti dall’emergenza Coronavirus – che in termini di sicurezza hanno sconsigliato di maneggiare troppe banconote – sono notevolmente aumentati gli italiani che pagano la spesa con bancomat e carte di credito. Nel 2011, secondo un’analisi di Federdistribuzione su dati delle aziende associate (con quasi 14mila punti vendita e ricavi nel 2019 per 60,1 miliardi) fatto 100 il fatturato, il 48% vedeva i pagamenti alle casse di supermercati e discount con carte di credito, di debito e fedeltà collegata a un circuito di pagamento elettronico. Il 52% invece in contanti e assegni. La moneta elettronica copriva solo il 24% delle transazioni ma con un valore medio per scontrino superiore (71 euro contro 27 del cash).

La percentuale di bancomat e carte di credito per saldare la spesa era aumentata al 53% nel 2015 e al 57% l’anno scorso ma il vero balzo lo ha fatto nel periodo del lockdown e della corsa agli acquisti nei supermercati. Tanto che il peso dei pagamenti elettronici nei due mesi del tutti a casa è schizzato al 68% raggiungendo quasi la metà delle transazioni (il 48%9 e con un valore medio di 71 euro contro i 29 del contante). Un balzo confermato anche nei mesi seguenti al lockdown che hanno registrato una quota di pagamenti elettronici attestarsi attorno al 66%, con un peso del 49% sulle transazioni e uno scontrino medio di 66 euro contro i 29 del cash.

Insomma, più ancora dei provvedimenti allo studio del governo per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici (oggi possibili anche con gli smartphone abilitati), è stata la pandemia a far ridurre l’utilizzo del contante.Così come l’emergenza Covid-19 ha dato una spinta rilevante agli acquisti online anche nel canale della distribuzione moderna. Se tra gennaio e giugno le vendite di prodotti non food sono scese del 18,6%, quelle realizzate attraverso l’e-commerce sono cresciute del 32,5% con un più 53,5% a giugno.

Achille Perego