Foto Ansa
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Roma, 17 agosto 2018 - Quest’anno le dinamiche di trasmissione del virus West Nile sono sempre più aggressive, e il numero di casi è relativamente superiore rispetto allo stesso periodo degli anni scorsi in quanto è partita prima, per motivi climatici. A segnalarlo è l’ultimo bollettino del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) diramato a Roma.

FRIULI VENEZIA GIULIA. Nel Triveneto come in Emilia Romagna si ripetono in questi giorni le segnalazioni di casi di trasmissione del virus West Nile nella popolazione. Tra le new entry si segnalano quattro persone contagiate in provincia di Pordenone, tre di queste hanno superato la fase acuta senza sintomi, ma c’è un primo caso di infezione conclamata, ha reso noto l’Azienda sanitaria locale friulana in un comunicato, tanto da indurre l’amministrazione comunale a emanare un’ordinanza urgente di disinfestazione.

PROVINCIA DI BOLZANO. Anche in Alto Adige si è registrato un primo episodio di contagio del virus West Nile. Un turista di 64 anni veronese ha accusato i sintomi mentre si trovava in ferie in Val Badia. L’uomo durante il soggiorno tra le Dolomiti aveva accusato i sintomi del virus: nausea, febbre e mal di testa. Dopo un primo ricovero presso il reparto rianimazione dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, è stato successivamente trasferito a Verona. Fonti sanitarie riferiscono che l’infezione sia stata contratta in Veneto e non in Alto Adige.

REGIONE VENETO. In Veneto alla data di ieri i casi di contagio umano dal virus West Nile ufficialmente registrati erano 84, dei quali 59 lievi (con febbre) e 25 più gravi con encefalite. Il numero dei decessi è salito a 3, con quello di una persona, peraltro già compromessa per altra patologia. Questo il punto della situazione fatto dall’assessore regionale alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, rispetto alla diffusione del virus trasmesso dalla zanzara culex. “I nostri esperti - ha dichiarato Coletto - riferiscono una situazione particolarmente intensa rispetto agli anni scorsi, la virulenza potrebbe essere stata aiutata dal clima caldo e umido delle ultime settimane. Tutto, peraltro, è monitorato minuto per minuto e sotto controllo“.

PADOVA E VERONA. Al momento il Veneto monitora con cadenza sistematica la diffusione del virus West Nile, un sistema di sorveglianza di cui fanno parte l’'Ospedale di Negrar, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Istituto di Microbiologia dell’Università di Padova. Da tre anni l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di casi segnalati di West Nile. Tra il 2008 e il 2016 i contagi sono stati 210 in nove regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) e otto i casi di importazione. Nel 2018 i casi di West Nile sono finora più numerosi della media degli anni precedenti, ha affermato il professor Zeno Bisoffi, primario di Malattie infettive all’ospedale di Negrar, “probabilmente a causa dell’andamento meteorologico, molto caldo già in maggio, cui è seguita una stagione con frequenti precipitazioni, un clima ideale per lo sviluppo della zanzara Culex”.

BOLOGNA CAPOLUOGO. L’Emilia Romagna è un’altra regione sotto attacco. “Sono 18 a Bologna e provincia le persone che da inizio luglio hanno contratto il virus della West Nile che sono state segnalate al Dipartimento di Sanità pubblica" dell’Azienda sanitaria del capoluogo emiliano. Lo sottolinea la stessa Azienda, in una nota di aggiornamento sulla malattia diffusa dalle zanzare. A queste 18 persone, prosegue la nota, “si aggiungono 7 donatori di sangue nei quali è stata riscontrata la presenza del virus ma senza presentare i sintomi della malattia“. Attualmente sono ricoverate 6 persone: 4 presso il Policlinico di S. Orsola di cui 3 in miglioramento e 2 negli ospedali dell’Azienda Usl di Bologna già in fase di dimissione. La situazione è costantemente monitorata.

REGIONE EMILIA ROMAGNA. Il Comune di Bologna intensifica i trattamenti contro le zanzare nelle aree verdi, vicino agli ospedali, e nelle zone frequentate da anziani. Sempre in Emilia Romagna, una donna di 85 anni è morta all’ospedale di Faenza (Ravenna) dopo essere stata contagiata dal virus West Nile, trasmesso trasmesso dalla zanzara, aveva un quadro clinico già compromesso da una patologia che lo provocava una seria immunodepressione. Nei giorni scorsi erano morte due persone a Ferrara, entrambe affette da patologie cardio-vascolari. Un altro decesso era avvenuto negli ultimi giorni di luglio a Cento (Ferrara). In terapia intensiva un uomo di 48 anni di Cavezzo (Modena). La malattia può essere particolarmente grave, in un caso su mille, per l’insorgenza di manifestazioni neurologiche. Nell’essere umano l’infezione può infatti essere asintomatica, in oltre l’80% dei casi, o presentarsi come sindrome febbrile (cefalea, dolori muscolari e possibile eruzione cutanea).

PIANURA PADANA. Lungo la fascia che attraversa il Delta del fiume Po, verso nord est, sono stati diagnosticati una quindicina di casi di West Nile, vuol dire che la diffusione è stata abbastanza vivace in questo periodo, e la pianura padana è flagellata dall’infezione. Sia gli abitanti, sia chi viaggia verso le aree colpite dal virus, è a rischio contagio. Anziani con malattie croniche debilitanti e organismi con calo delle difese immunitarie hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia neuroinvasiva da virus West Nile. Ecco perché le autorità sanitarie invitano chiunque abita nelle aree a rischio a proteggersi dalle zanzare, e i medici a considerare questa malattia nel momento in cui visitano persone che tornano da quelle zone.

DONATORI, TRASFUSIONI DI SANGUE. Gli stati membri dell’Unione Europea devono inoltre sospendere per 28 giorni per precauzione i donatori di sangue di ritorno dalle aree dove è stato isolato il virus, per prevenire la diffusione dell’infezione tramite trasfusioni. Il West Nile si diffonde con le zanzare ma è legato anche a determinati uccelli che possono albergare il virus come un serbatoio.

COME SI TRASMETTE. La zanzara funge da vettore, punge il volatile (ad esempio gazze e cornacchie, uccelli migratori) quindi diventa veicolo del virus e lo può trasmettere all’uomo. Su 100 persone che vengono punte dalla zanzara portatrice del virus, 80 non manifestano nulla di patologico, 20 presentano febbre transitoria, mentre in casi rari si può sviluppare una encefalite che può arrivare fino al coma. Nel 95% dei casi sono colpite persone sopra i 65 anni con patologie croniche, come vascopatie cerebrali e ischemie cerebrali croniche, cardiopatie, immunodepressi e dunque più deboli per vari fattori concomitanti.