I rischi del web, foto generica
I rischi del web, foto generica

Roma, 17 novembre 2019 - Internet, liberi tutti. Sembra questo il comportamento messo in atto sia dagli adolescenti che dalle proprie famiglie. Eppure i fatti di cronaca, anche i più recenti, hanno messo in luce i pericoli derivanti dal pensare che il web sia semplicemente una piattaforma di comunicazione tra amici.
È diventato un terreno fertile per pedofili che adescano minorenni oppure rubano le foto per utilizzarle per secondi scopi, come dimostra peraltro l’inchiesta che QN ha pubblicato ieri e oggi: spesso nelle chat degli orchi online finiscono infatti le foto che ragazzine e ragazzini pubblicano sui loro profili social, su Facebook o Instagram per esempio.
Eppure il popolo della Rete, pur essendo in parte consapevole dei rischi, non applica comportamenti consequenziali ritenendo che si tratti di casi isolati e marginali.

Insomma ciò che emerge dallo studio condotto dall’Istituto Noto Sondaggi su un campione di famiglie residenti in Italia con figli adolescenti, è che manca in larga misura la consapevolezza dei pericoli derivanti dalla Rete. Ma è da aggiungere che tale irresponsabilità è un comportamento che unisce genitori e figli.
Ormai l’età dell’inizio di utilizzo di internet si è abbassata enormemente: se solo 5 anni fa la maggioranza dei teenager scopriva il fascino della Rete durante le scuole medie, adesso lo scenario è completamente mutato e i primi approcci con il web in maniera autonoma si hanno già con l’inizio delle scuole elementari.

Generalmente si comincia con qualche chat per poter parlare tra compagni di classe, ma poi l’uso diventa sempre più evoluto con lo scaricare programmi e con l’ampliare la propria sfera di relazioni anche con persone non conosciute in ambito scolastico o amicale. Pertanto il 92% dei minorenni naviga quotidianamente in Rete. Ovviamente questa percentuale tocca quasi il 100% per chi ha più di 13 anni, mentre scende tra i più piccoli.

Se poi si passa alla verifica di un uso consapevole di Internet, il fenomeno diventa allarmante. Il 62% dichiara di non subire alcun controllo dai propri genitori sui propri contatti in Rete, ma non solo. A questi c’è da aggiungere un ulteriore 20% che ammette di essere controllato ma al contempo dichiara che comunque trova soluzioni per eludere il controllo. Solo il 12%, invece, ammette che i genitori vigilano sul suo operato limitandolo nell’utilizzo del web.

Un altro dato che misura quanto il pericolo sia elevato è che il 65% dei minorenni dice che abitualmente non solo scambia foto con i propri contatti ma inserisce sui vari canali social – anche con profilo aperto e accessibile a chiunque – proprie immagini, anche con viso riconoscibile.
Ma il dato più allarmante è che gli stessi giovani sono per il 62% consapevoli dei pericoli ma sono pochi quelli che mettono in atto comportamenti virtuosi per non esporsi ai rischi. Tra l’altro il 55% dice di chattare abitualmente con persone sconosciute di cui, quindi, non si ha la certezza se il sesso e l’età dichiarata corrispondono alla realtà.

Se la fotografia viene scattata dalla parte dei genitori le cose non cambiano, anzi si può affermare che peggiorano in quanto gli adulti dovrebbero adottare comportamenti più virtuosi. Il 55% dichiara che non riesce a controllare l’utilizzo del web dei propri figli, solo il 24% pensa di controllarlo, ma appena il 15% ammette di farlo con risultati soddisfacenti.
Per quanto riguarda la divulgazione delle foto di minorenni, ben il 42% dei genitori confessa di postare immagini dei figli non badando al pericolo a cui si va incontro, pur essendo consapevoli che la Rete è terreno di caccia dei pedofili.

Ciò che manca, quindi, sembra essere soprattutto una sorta di educazione a un consumo consapevole di internet, sia diretto agli adulti che ai giovani.
Così come si fanno campagne sociali sia attraverso i media che nelle scuole per sviluppare comportamenti sociali virtuosi – si pensi per esempio all’alcol o alla sicurezza stradale – probabilmente queste forme di comunicazione dovrebbero essere adottate anche per il web.
Anche se si conoscono i limiti dei messaggi istituzionali e sociali, comunque fanno emergere un problema che genera discussioni in famiglia e tra amici, facendo acquisire ai cittadini una maggiore consapevolezza.

Nota informativa ai sensi dell'art.4 del Regolamento AGCOM-delibera n.256/10/CSP. Data di realizzazione del sondaggio: 16/11/2019. Committente: Quotidiano Nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo dei genitori con figli adolescenti. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: 400 genitori con figli minorenni. Rispondenti (in %: 93%).