Pierfrancesco De Robertis Unione europea non ha competenze dirette sulle politiche sanitarie, è composta da 27 diversi stati che rispondono a 27 diverse opinioni pubbliche, ha un processo decisionale complicato, diviso tra Commissione europea, Consiglio europeo e Parlamento europeo, è partita in...

Pierfrancesco

De Robertis

Unione europea non ha competenze dirette sulle politiche sanitarie, è composta da 27 diversi stati che rispondono a 27 diverse opinioni pubbliche, ha un processo decisionale complicato, diviso tra Commissione europea, Consiglio europeo e Parlamento europeo, è partita in ritardo nella negoziazione vaccinale e si è fatta fregare....

Tutte queste affermazioni sono vere e sono false. Ne manca una: all’Unione europea è mancato un leader. Come accade sempre nei paesi in guerra e nei momenti in cui la Storia cammina per itinerari inconsueti, non sono le regole che ti salvano ma gli uomini, i grandi leader. Quelli che comprendono l’eccezionalità della fase che si sta vivendo e nell’ora più buia mettono i piedi sul tavolo e dicono: da questo momento si fa così. Perché? Perché sì.

Se Churchill nel 1940 avesse seguito le regole, di lì a poco Hitler avrebbe passeggiato bellamente a Trafalgar Square. Purtroppo nel febbraio scorso noi a Bruxelles non avevamo un Churchill ma una brava signora tedesca, Ursula Von der Leyen, che della leader non aveva e non ha niente. Si è lasciata soggiogare dagli eventi, dalla pesantezza della sua struttura, dalle regole, tutte vere per carità, non ha compreso che cosa stava accadendo e si è fatta prima passare sopra dai capi di stato dell’Unione, e poi davanti dagli altri stati. Le idee e le istituzioni camminano sulle gambe degli uomini, e purtroppo per noi erano gambe deboli. Di donna, ma deboli. Siamo stati sfortunati. I cittadini europei e chi crede nell’Europa.