Bruno Vespa Maroni fu salvato dalla capacità di Salvini di organizzargli 400 inviti in 24 ore. Finì con la ‘notte delle scope’ del 10 aprile quando Maroni e Salvini eliminarono il ‘cerchio magico’ di Bossi e lo stesso Senatur. Giorgetti è stato sempre presente e sempre fedele al leader di turno, come i gesuiti al pontefice. Radicatissimo nel Nord, di cui rappresenta gli interessi imprenditoriali, lavora alla...

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Maroni fu salvato dalla capacità di Salvini di organizzargli 400 inviti in 24 ore. Finì con la ‘notte delle scope’ del 10 aprile quando Maroni e Salvini eliminarono il ‘cerchio magico’ di Bossi e lo stesso Senatur. Giorgetti è stato sempre presente e sempre fedele al leader di turno, come i gesuiti al pontefice. Radicatissimo nel Nord, di cui rappresenta gli interessi imprenditoriali, lavora alla costruzione di una Lega di governo che acquisisca sempre più i toni moderati e – se vogliamo – democristiani di un partito che tolga al Pd la prerogativa di essere l’unico elemento di stabilità del Paese. Salvini vuole arrivare allo stesso risultato attraverso una via più affine alle origini rivoluzionarie della Lega. Di qui la Lega di lotta e di governo che è molto difficile da gestire e fa perdere consensi. Come accadde a Enrico Berlinguer che pagò pesantemente la sua adesione al compromesso storico. Poiché oggi, al contrario di allora, si governa in Europa, oltre che in Italia, la vera differenza tra Salvini e Giorgetti sta nel fatto che il primo vuole costruire a Strasburgo un grosso raggruppamento di destra che metta insieme, oltre ai sovranisti ungheresi e polacchi, un pezzo dei conservatori guidati da Giorgia Meloni e una fetta di popolari tedeschi timorosi di una deriva a sinistra della Cdu. E che il secondo pensa a una lunga marcia di avvicinamento al Ppe. In Italia entrambi sono autenticamente governisti: ma mentre Giorgetti mette nel conto una perdita di consenso in favore di una rendita di lunga scadenza, Salvini attribuisce a questa scelta i quattro punti e mezzo persi da febbraio ad oggi e il sorpasso della Meloni. I suoi elettori sbagliano a volere tutto e subito. Senza la Lega, questo governo, nonostante l’equilibrio di Draghi, sarebbe fortemente sbilanciato a sinistra, nonostante la presenza di Forza Italia e non avrebbe fatto alcune scelte care al pubblico dei moderati. Il mondo delle partite Iva vuole la Lega al governo. Ma glielo faccia sapere anche nei sondaggi, perché se Salvini continuasse a perdere mezzo punto al mese….