13 mag 2022

"Un segnale di debolezza" Il giudice: protesta inutile

L’ex leader dell’Anm Pasquale Grasso critica la levata di scudi dei colleghi "Nuove norme? Cambia poco. La disciplina del Csm non limita il correntismo"

Il giudice Pasquale Grasso dopo le dimissioni dalla presidenza dell’Anm nel 2019
Il giudice Pasquale Grasso dopo le dimissioni dalla presidenza dell’Anm nel 2019
Il giudice Pasquale Grasso dopo le dimissioni dalla presidenza dell’Anm nel 2019

di Antonio Del Prete "Lo sciopero dei magistrati è poco utile e sarà senz’altro dannoso in caso di bassa adesione". Una sentenza firmata da Pasquale Grasso, giudice al tribunale di Genova ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Che insiste: "Esserci arrivati a giochi fatti è una sconfitta, occorreva mobilitarsi prima su questioni più rilevanti". Dottor Grasso, l’Anm ha diramato un comunicato veemente, una sorta di chiamata alle armi per fugare i dubbi che albergano tra i magistrati. È un segnale di debolezza? "Di grandissima debolezza, non ricordo precedenti analoghi. E i toni non sono condivisibili". Cosa in particolare non condivide? "Tra le altre cose il comunicato insiste sul pericolo della separazione delle carriere di giudice e pubblico ministero: è diventato un mantra privo di contenuti". È una battaglia ideologica? "Politici e avvocati fingono di non sapere che non cambierebbe nulla, mentre per i magistrati è un tabù. Tutti i soggetti coinvolti fanno un errore di metodo dovuto a una reazione pavloviana: si adagiano su contrapposizioni storiche ognuno con il suo comodo ruolo in commedia". Il presidente emerito della Consulta, Giovanni Maria Flick, è perplesso sull’opportunità di scioperare per contrastare una legge ancora al vaglio del Parlamento. "È una posizione che rispecchia un atteggiamento di consolidata diffidenza dei magistrati nei confronti di una reazione estrema come lo sciopero". Condivide i motivi alla base della mobilitazione? "Lo sciopero veicola sacrosante rivendicazioni dei magistrati come la richiesta di maggiori risorse e il rifiuto della gerarchizzazione degli uffici giudicanti. Ed è verissimo, come afferma l’Anm, che la riforma non accorcerà la durata dei processi". Ma? "L’Anm sostiene altresì che la riforma “cambierà radicalmente la figura del magistrato in contrasto con quanto prevede la Costituzione”. Non condivido". Secondo gli avvocati, la protesta di lunedì è di natura politica. È d’accordo? "Piuttosto credo che tra i motivi di fondo ci sia la volontà di rassicurare i propri iscritti sulla esistenza ...

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