Claudio Marchisio (Lapresse)
Claudio Marchisio (Lapresse)

Torino, 10 ottobre 2019 - Davanti all'orrore della guerra Claudio Marchisio si schiera a difesa del popolo curdo e lo fa con le parole di Anna Frank. L'ex di Juve, Empoli e Zenit ha postato su Instagram l'immagine di un ragazzino che guarda i mezzi blindati turchi arrivare, e scrive: "Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini...", questo scriveva Anna Frank nel suo diario, nel 1942". 

E il "Principino", come era stato battezzato nel mondo del calcio, conclude: "Oggi, 77 anni dopo, è iniziato il bombardamento della Turchia contro i Curdi in #Siria. Una vergogna per tutta la comunità internazionale. Sentiamoci pure responsabili per ogni vittima".

Marchisio sui social ha anche risposto indirettamante a quanto postato su Twitter dal difensore turco della Juventus Merih Demiral, il quale ha pubblicato la foto di un soldato turco con una bambina siriana, accompagnata dalle parole "pace a casa, pace nel mondo", e dove si spiega che i curdi del Pkk/Ypg sono dei terroristi.  

Marchisio, non nuovo ad esporsi per temi sociali e umanitari, come ha fatto per i migranti vittime nel Mediterraneo, ha da poco appeso gli scarpini da professionista del pallone al chiodo. Alla suo addio al calcio, tenuto nella sala 'Gianni e Umberto Agnelli' dell'Allianz Stadium, dove è stato protagonista per oltre 20 anni, si è congedato così: "Adesso cambia tutto. Finisce una parte della mia vita e inizia un nuovo percorso. La mia famiglia mi ha insegnato che non bisogna avere paura del futuro, ma guardarlo con curiosità. Non so cosa farò. Negli ultimi anni ho portato avanti attività extracalcistiche, ma non mi precludo niente. Non se farò l'allenatore o qualche altra cosa. Per il momento stacco e sto con la mia famiglia. Ho bisogno di tempo per decidere, perché sono decisioni da prendere con i tempi giusti".