L’arcivescovo Giampaolo Crepaldi
L’arcivescovo Giampaolo Crepaldi
Peppone e don Camillo in versione triestina: pericolosi e anticlericali comunisti filo-sloveni che bloccano i batacchi delle cattoliche campane impegnate a richiamare i fedeli ai loro doveri religiosi. Somiglia a questa sceneggiatura quanto accaduto a Dolina, piccola frazione del piccolo comune di San Dorligo...

Peppone e don Camillo in versione triestina: pericolosi e anticlericali comunisti filo-sloveni che bloccano i batacchi delle cattoliche campane impegnate a richiamare i fedeli ai loro doveri religiosi. Somiglia a questa sceneggiatura quanto accaduto a Dolina, piccola frazione del piccolo comune di San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste a ridosso del confine che fu dell’ex Jugoslavia (poi Slovenia), dove un gruppo di residenti si è rivolto alla magistratura per tacitare le campane della millenaria chiesa di Sant’Ulderico, e ha avuto ragione. Il disturbo del moltiplicarsi di rintocchi durante la giornata, dalle 7 alle 21 è finito. L’arcivescovo del capoluogo, Giampaolo Crepaldi, l’ha presa male: "Si sta sviluppando un clima ostile e discriminatorio verso persone e beni della comunità cattolica che non si sente adeguatamente tutelata da chi di dovere".

Gli abitanti di San Dorligo, che conta meno di settemila anime, è sorpresa: i 150 sottoscrittori della petizione non fanno pensare a una spaccatura nella piccola comunità e il sindaco, Sandy Klun, ha invitato tutti a operare, "nella verità e nella giustizia, verso una rinnovata stagione di amicizia civile". Intanto le tre campane sono state sigillate e zittite con un sequestro preventivo del Tribunale di Trieste. Anche perché il parroco di Sant’ Ulderico, Klemen Zalar, avrebbe regolato l’orologio campanario alle 6, alle 12 e alle 20 con almeno 70 colpi di batacchio e inoltre un rintocco ogni quarto d’ora, dalle 7 alle 21. Una "situazione insostenibile" secondo chi abita vicino alla chiesa.