Terremoto Molise, il sismologo Boschi: "Presto nuove scosse"

Il parere dell'esperto: "Si sentirà nelle regioni vicine, ma con meno forza"

I tecnici della Protezione Civile a Montecifone (LaPresse)

I tecnici della Protezione Civile a Montecifone (LaPresse)

Roma, 18 agosto 2018 - "Le scosse in Molise non sono finite". C’è il pericolo concreto che, nelle prossime ore, "la terra riprenda a tremare" ma il terremoto non arriverà nelle Marche e nell’Umbria. "Ora si è aperta una nuova faglia. La speranza è che si richiuda al più presto". Ad analizzare il sisma molisano e le ripercussioni sulle altre regioni è Enzo Boschi, professore emerito all’Università di Bologna, e già presidente Ingv. 

Professore, la frattura della crosta terrestre che si è aperta in Molise, la cosiddetta faglia, è nuova? 

"Sì certo che è nuova. Ogni volta che c’è un nuovo terremoto si apre anche una nuova faglia che, col tempo, speriamo il prima possibilie, si richiude". 

È paragonabile a quella che si è aperta in Italia centrale nel 2016?

"È una faglia completamente diversa. Piuttosto è simile a quella del terremoto a San Giuliano di Puglia a Campobasso, nel 2002, che fece crollare una scuola. Morirono 27 bambini e una maestra. Più o meno ha le stesse caratteristiche. In più, il terremoto di giovedì scorso è avvenuto a circa 20 km da quello del 2002, gli epicentri sono vicini. La frattura della crosta terrestre che ha scosso il Molise ha movimenti orizzontali rispetto alle aree vicine. La faglia che si era aperta in Italia centrale, invece, si muoveva con spostamenti delle rocce di cui una parte si alzava e una si abbassava".

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Ieri mattina si è sentita una scossa anche nelle Marche. C’è il pericolo che la terra tremi ancora? 

"Le scosse in Molise continueranno e speriamo non siano violentissime. La zona è sismica, non ci si può fare nulla". 

Ma bisogna temere che il sisma si sposti in altre regioni?

"No. Il terremoto del Molise non si può spostare. Se ci sarà un altro terremoto avrà un altro epicentro, ma dove è imprevedibile. Il fatto che si sia sentito anche nelle regioni vicine non deve allarmare. È un sisma abbastanza forte, perciò si liberano onde meccaniche che vanno in tutte le direzioni. Ma perdono la loro energia e capacità distruttiva rapidamente, allontanandosi dall’epicentro, anche se si sentono le vibrazioni".

Quando cesserà il pericolo?

"Non finisce mai con i terremoti, questo dovrebbe essere chiaro a tutti. In Italia non si finirà mai. Ci sono delle pause di un anno o due ma poi il sisma ritorna».

Quali sono le prossime regioni d’Italia che saranno colpite da terremoti e quando?

"Non si può assolutamente prevedere, ma sappiamo che le regioni dove si sono verificati i sismi più forti sono quelle dall’Abruzzo in giù: Calabria, Sicilia orientale, Campania e Lazio".

Fortunatamente, in Molise, non ci sono state vittime né danni ingenti, la paura però è stata tanta...

"I terremoti fanno paura ma, in realtà, si dovrebbe aver paura degli edifici, perché le scosse non creano problemi, sono le strutture che crollano a fare danni. Bisognerebbe che lo Stato ci facesse vivere in edifici sicuri e che non ci crollassero addosso".