Massimo

Donelli

Se vuoi continuare a lavorare da casa ti taglio lo stipendio. La sintesi è brutale, ma all’agenzia di notizie Reuters non hanno dubbi: è questa la svolta decisa da Google dopo la lunga parentesi dello smart working, aperta dal Covid 19 e chiusa dalla vaccinazione di massa. Fine della pacchia? O fine di un incubo? Qui ognuno è libero di pensarla come crede. E anche le aziende, peraltro, hanno idee diverse. Twitter, per esempio, lascia libertà di scelta ai dipendenti, mentre Apple punta sul mix casa-ufficio. In ogni caso, siamo ai titoli di coda. La nostra esistenza è stata, per mesi e mesi, filtrata dagli schermi. La videochiamata ai nonni che non potevano rischiare una visita a domicilio. La maledetta Dad. La call con i colleghi sparsi tra mare, montagna e città.

Senza dimenticare il Binge watching (vedere più puntate di una serie Tv in sequenza); il teletifo per il telecalcio negli stadi vuoti; i compleanni e le nascite festeggiati con brindisi virtuali su WhatsApp. Ora che ci siano ripresi la vita vera dobbiamo riprenderci anche il lavoro vero. Che è fatto di contatto fisico, scambio intellettuale, emozioni condivise. Assorbe molto, ma dà tantissimo. E fa leva sul gioco più bello del mondo: il gioco di squadra. Preziosissimo. Se non altro per quanto insegna ‘La legge di Murphy’, il capolavoro umoristico (uscito nel 1988) dello scrittore Arthur Bloch: "Il lavoro di gruppo è essenziale. Ti permette sempre di dare la colpa a qualcun altro".