Martedì 21 Maggio 2024
STEFANO BROGIONI
Cronaca

Inchiesta di Genova, la scia dei soldi: l’assist di Montecarlo ha affondato Spinelli

Il Principato ha dato la massima collaborazione: tutto è stato registrato, dal Dom Perignon alle giocate al casinò

Una delle foto agli atti nell'inchiesta di Genova

Una delle foto agli atti nell'inchiesta di Genova

Genova, 15 maggio 2024- “Ma a Montecarlo... se controllano il tuo conto? Perché sai...", dice Paolo Emilio Signorini, preoccupato che la frequentazione monegasca con il re del porto di Genova Aldo Spinelli possa dare nell’occhio, diventando causa di grane per il ruolo ricoperto. "Ma non controllano... a Montecarlo stai tranquillo che li non esce niente guarda... perché tu non risulti".

Una delle foto agli atti nell'inchiesta di Genova
Una delle foto agli atti nell'inchiesta di Genova

La vecchia volpe Spinelli stavolta si sbaglia. E di grosso. Perché gran parte delle accuse al presunto corrotto – l’ex presidente dell’autorità portuale Signorini – e il presunto corruttore – il ricchissimo ex presidente di Livorno e Genoa – arriva proprio dalle indagini svolte, per rogatoria, dall’autorità giudiziaria del Principato. Dove Signorini, quasi sempre in compagnia della soubrette Tamara Musso, 33 anni, è stato spessissimo ospite.

A partire dall’aprile 2022, i pm Federico Manotti e Luca Monteverde, tramite la ministra della Giustizia Marta Cartabia, fanno arrivare a Monaco le loro richieste: sono carte piene di domande sui soggiorni di Spinelli e del suo entourage. Le risposte, dopo qualche sollecito, arrivano. E sono dettagliatissime, in barba al luogo comune della riservatezza su cui faceva leva anche l’imprenditore, sentendosi sicuro di poter offrire al presidente dell’Autorità portuale pranzi, cene, massaggi, posti d’onore alla finale del master di tennis, doni alle signore, convinto che i lussi di Montecarlo restassero oltre il confine.

E invece no, tutto è registrato, e l’autorità monegasca non secreta nulla: dall’insalata di frutta al Dom Perignon consumato tra una puntata e l’altra al casinò, alla carta di credito usata da Chanel e Cartier per i regali alle dame. Così come sono registrati i nomi degli ospiti. Quello di Paolo Signorini ricorre spesso, nel conto Spinelli, alla reception dell’hotel presso il quale il re del porto gode di lussuosi benefit. "Spinelli è un giocatore importante e storico del casinò di Montecarlo – si legge nella relazione di un commissario di polizia monegasco –. È un giocatore a fortissimo potenziale. Questo signore beneficia di uno status detto ’privé’ che gli permette d’avere una presa in carico totale per il Casino e beneficiare di ospitalità per lui e i suoi amici".

Secondo le accuse della Dda di Genova, Spinelli (che si trova ai domiciliari) avrebbe regalato a Signorini (finito invece in carcere) 22 vacanze nel Principato per un totale di 42 notti, durante le quali Signorini non ha mai aperto il portafoglio. Ma il manager (che finirà a Iren, da cui è stato sospeso con l’arrivo dell’inchiesta) coltiva il rapporto con Spinelli anche pensando al futuro, quando l’incarico all’autorità portuale sarà terminato.

In una conversazione intercettata il 18 febbraio 2022, tra Signorini e l’imprenditore Mauro Vianello, il primo racconta di aver incontrato Gianni Letta a Roma e di aver parlato di possibili prospettive di lavoro, manifestandogli una predilezione per un impiego nel “privato”, alla luce anche del ruolo apicale già rivestito nella pubblica amministrazione che non gli avrebbe consentito ulteriori avanzamenti di carriera.

Per questo, Signorini confessa all’amico che sta prendendo in considerazione l’offerta di Spinelli di un incarico da 300mila euro annui “schermato“ da un armatore. "Morale...la pista genovese è di gran lunga la più forte", considera il manager.