Venerdì 19 Luglio 2024

Scontro istituzionale sui tagli ai Comuni. Il governo precisa: esclusa la spesa sociale

Polemica sul taglio di 250 milioni a Province e Comuni italiani: disaccordo tra Upi e Anci sulla ripartizione dei fondi, con richieste di revisione dei criteri. Esclusa la spesa sociale dai tagli.

Scontro istituzionale sui tagli ai Comuni. Il governo precisa: esclusa la spesa sociale

Scontro istituzionale sui tagli ai Comuni. Il governo precisa: esclusa la spesa sociale

Torna la polemica sul taglio di 250 milioni a Province e Comuni italiani. La ripartizione della sforbiciata, che incide in misura maggiore su quegli enti che hanno ottenuto più fondi del Pnrr, a fine giugno è arrivata sul tavolo della conferenza Stato-città, incassando l’intesa da parte dell’Upi (Province) ma non dell’Anci (Comuni). Che, dice il responsabile Finanza locale, il leghista Alessandro Canelli sindaco di Novara, rivendica di esser riuscita ad "attenuare fortemente l’impostazione" iniziale, ma continua a chiedere di "ridurre il contributo nella prossima legge di Bilancio e rivederne i criteri". Se il Pd parte all’attacco, fonti di governo rimarcano che "la spesa sociale è esclusa dai tagli".

Una delle novità sostanziali rispetto alla versione originaria del riparto, infatti, è che dalla base di calcolo dei contributi finanziati con il Pnrr verranno escluse le spese per gli asili nido, istanza richiesta da Province e Comuni. Dopo la levata di scudi degli enti locali nella prima riunione tecnica (23 maggio) della Conferenza Stato-città, dal governo era filtrato che ci sarebbe stato un confronto sui criteri dei tagli, per trovare un punto di caduta tra le richieste delle città più grandi e quelle dei centri più piccoli, che in media hanno beneficiato meno del Pnrr. E qualcosa, in effetti, nell’ultima versione è cambiato: dalla base del riparto sarebbero stati esclusi i fondi destinati al supporto sociale e quelli relativi a specifiche missioni.