Il sindacato dei camici bianchi: "Vogliamo stipendi più alti del 25%. Siamo pronti a dimetterci in massa"

Il segretario nazionale di Anaao Assomed: il sistema si regge solo grazie al nostro spirito di sacrificio. "Serviva lo scudo penale, invece il governo ha proposto delle leggi che inaspriscono le pene"

Pierino Di Silverio (Anaao Assomed)
Pierino Di Silverio (Anaao Assomed)

È un sistema che fa acqua da tutte le parti e che si regge solo sulla nostra abnegazione. L’ospedale è ormai è una gabbia sociale, salariale e professionale". È quanto afferma il segretario nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, spiegando le ragioni alla base dello sciopero nazionale di 24 ore dei medici, dirigenti sanitari e degli infermieri indetto per oggi.

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Lo sciopero mette a rischio 1,5 milioni di prestazioni sanitarie. Cosa si ferma?

"Si fermano tutte le attività ambulatoriali. Non si fermano le urgenze e gli interventi non procrastinabili".

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Lei ha detto: “Blocchiamo le attività ordinarie di cura per un giorno per non bloccarle per sempre”. La Sanità pubblica è a rischio?

"Il sistema è in grande crisi. Il costo delle cure out of pocket, cioè di tasca propria, per il cittadino è di 37 miliardi. Un cittadino su 4 decide di non curarsi o di curarsi nel privato. Abbiamo 21 sanità diverse in 21 Regioni diverse. Noi restiamo il baluardo. Se tutti i professionisti – che, in media, lavorano circa 60 ore a settimana per sopperire alle carenze di personale – decidessero di lavorare quanto è previsto dal loro contratto, il sistema si fermerebbe di botto".

Con la legge di Bilancio quale segnale attendevate?

"La congiuntura macroeconomica è sfavorevole e avevamo chiesto di veicolare le poche risorse presenti nella maniera giusta. E non è stato fatto".

Quali le richieste disattese sul fronte degli stipendi?

"La detassazione di parte dello stipendio ordinario: le risorse stanziate per il contratto danno un aumento del 5%, quasi 10 punti sotto il tasso inflattivo. I medici avranno un aumento mensile di 120 euro a fronte dei 435 euro dei bancari. Abbiamo chiesto di destinare i soldi a disposizione all’attività ordinaria, ma le misure del governo per recuperare le liste d’attesa vanno nel senso opposto. Avevamo, inoltre, chiesto l’abbattimento del tetto di spesa al personale".

E le liste d’attesa?

"Il governo ha deciso di finanziare la prestazione aggiuntiva, cioè il lavoro straordinario richiesto al medico, con 80 euro lordi l’ora e ha destinato 600 milioni di euro alla sanità privata accreditata per recuperare le liste d’attesa. Questo senza considerare il fatto che la sanità privata ha già tra i requisiti di accreditamento lo smaltimento delle liste d’attesa".

Di quanto andrebbero aumentati gli stipendi?

"Del 15% considerando solo il tasso inflattivo. Del 25% per effettuare un riallineamento con il resto d’Europa".

Un altro punto critico è il dossier depenalizzazione.

"Non solo non ci è stato dato lo scudo penale e i lavori della Commissione sulla depenalizzazione dell’atto medico sono caduti nell’oblio legislativo, ma è stata presentata una proposta della Lega che inasprisce le pene per i medici prevedendone il carcere da due mesi a cinque anni. A questo si aggiunge la mannaia delle pensioni".

Cosa vi aspettate dallo sciopero di oggi?

"Che venga percepito dal governo come un grido d’allarme e porti a un colloquio costruttivo. Ma se il governo, come solitamente fa, lo prenderà come un atto di sfida e si rintanerà nelle sue stanze usciremo fuori dagli ospedali e inaspriremo la mobilitazione. Se necessario arriveremo anche a promuovere le dimissioni di massa".

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