di Giulia Prosperetti A pochi giorni dall’inizio della scuola torna lo spettro della didattica a distanza. Centinaia di classi sono già in quarantena e con l’attuale sistema i numeri degli studenti in dad sono destinati ad aumentare. "Questo è ovvio. Aumenteranno sicuramente – afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli – perché in Italia abbiamo 400mila classi. Magari i numeri delle classi in quarantena restassero quelli attuali, un incremento degli studenti in dad è inevitabile: basta un alunno positivo in...

di Giulia Prosperetti

A pochi giorni dall’inizio della scuola torna lo spettro della didattica a distanza. Centinaia di classi sono già in quarantena e con l’attuale sistema i numeri degli studenti in dad sono destinati ad aumentare. "Questo è ovvio. Aumenteranno sicuramente – afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli – perché in Italia abbiamo 400mila classi. Magari i numeri delle classi in quarantena restassero quelli attuali, un incremento degli studenti in dad è inevitabile: basta un alunno positivo in aula".

C’è un’alternativa per evitare un diffuso ritorno della dad?

"A meno che la Asl non effettui un tracciamento e decida di mettere in isolamento solo i ragazzi che hanno avuto contatti più stretti con lo studente positivo al Covid, lo scenario è destinato a essere lo stesso dello scorso anno con intere classi in quarantena".

Tra i sostenitori del cosiddetto ‘modello tedesco’, che prevede la quarantena obbligatoria solo per i contatti più stretti dello studente positivo, come i compagni e i vicini di banco, c’è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. Una proposta che sembra, tuttavia, osteggiata da esperti e Asl. Lei cosa ne pensa?

"Penso che queste siano considerazioni di natura strettamente sanitaria sulle quali noi non possiamo esprimerci. Ma dal punto di vista della didattica è auspicabile che vengano messi in quarantena meno alunni possibile per il minor tempo possibile".

L’attuale organizzazione prevede 7 giorni di isolamento per gli studenti vaccinati, 10 per i non vaccinati, 14 per chi rifiuta di sottoporsi al tampone. Questo sistema creerà problemi nella gestione della didattica?

"Sì. Delle tempistiche così diverse tra gli alunni fanno sì che inizialmente gli studenti staranno tutti a casa, poi qualcuno tornerà presenza, e dopo qualche giorno ne rientreranno altri. Una situazione sconveniente tenendo conto che sarà necessario attivare la dad per gli studenti in quarantena e ci troveremo, quindi, con una parte di studenti in classe e altri in didattica a distanza. Tale organizzazione determinerà una situazione difficilmente gestibile, ma soprattutto gestibile in modo poco efficace".

Poco efficace sul fronte dell’apprendimento?

"Una lezione pensata per essere svolta in presenza è diversa da una lezione pensata per essere svolta a distanza".

Cosa chiedete al governo?

"Direi di aumentare il personale Ata. A mio avviso attualmente ci sono pochi bidelli per le operazioni di controllo degli accessi e di gestione dei corridoi. Bisogna, inoltre, fare in modo che l’organico delle segreterie sia rapidamente portato al 100%: in molte scuole manca personale e il preside si trova in difficoltà a fare fronte a tutte le esigenze che in questo periodo sono maggiori rispetto al normale".