Lunedì 15 Aprile 2024

Caso Pozzolo: il terzo Dna sulla pistola è di Maverick Morello, figlio del caposcorta di Delmastro

Il giovane aveva già detto di aver maneggiato il mini revolver. “Dopo lo sparo ho preso l’arma appoggiata sul tavolo e l'ho consegnata nella mani di mio papà, perché nessun altro si facesse male”. Non servirà dunque nessuna comparazione del materiale genetico

Emanuele Pozzolo, deputato (Imagoeconomica)

IMAGOECONOMICA

Biella, 17 febbraio 2024 – Nessun mistero sul terzo Dna rilevato sulla pistola di Emanuele Pozzolo, da cui è partito il colpo che alla festa di Capodanno di Rosazza ha ferito Luca Campana, 31 anni, genero del caposcorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Il profilo genetico appartiene infatti a Maverick Morello, figlio del caposcorta, Pablito Morello. Per saperlo non c’è stato bisogno di alcuna comparazione del materiale genetico. Sentito in un secondo momento dagli inquirenti, infatti, Maverick aveva subito dichiarato di aver toccato l’arma. Questo emerge oggi. Si sapeva già che il padre aveva maneggiato il mini revolver, quello che non si sapeva era che la pistola fosse passata anche nelle mani del figlio. 

"C'ero anche io in quella stanza – conferma Morello jr. a La Repubblica –  dopo lo sparo ho preso la pistola appoggiata sul tavolo e l'ho consegnata nella mani di mio papà. Ho preso l'arma dal tavolo perché così nessun altro si sarebbe fatto male. L'ho data a mio papà che l'ha sistemata su una mensola, mettendola in sicurezza”.

Maverick Morello dice di non aver visto chi ha sparato: “In quel momento non stavo guardando. Ho sentito, subito prima, dire la frase: 'Ma allora la pistola è vera?'. Dopo che è successo il fatto ho visto Pozzolo da solo. Era seduto, immobile”.  

Ricapitolando sulla pistola c’è il Dna del proprietario dell’arma, il deputato di Fratelli d’Italia (ora sospeso dal partito) Emanuele Pozzolo –  che quella sera era passato a salutare il sottosegretario alla festa organizzata dalla sorella di Delmastro, sindaca di Rosazza –  il Dna del caposcorta di Delmastro e quello del figlio. Ad aprire il fuoco, anche se involontariamente, deve essere stato uno dei tre. Pozzolo, risultato positivo al test dello stub che ha mostrato “tracce significative di polvere da sparo”, ha dichiarato però più volte che non è stato lui.

Per risolvere il giallo ora si attendono le analisi balistiche ordinate dalla procura di Biella. Che tuttavia potrebbero anche non essere decisive. Al momento l’unico indagato sarebbe Pozzolo: le ipotesi di reato a suo carico sono lesioni colpose, accensioni pericolose, omessa custodia della pistola e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico o aperto al pubblico. Il mini revolver risultava infatti registrato come arma da collezione.