Il deputato Pozzolo indagato anche per porto abusivo di armi

La pistola era da collezione, avrebbe dovuto lasciarla a casa

Biella, 25 gennaio 2024 - Il deputato Emanuele Pozzolo è indagato anche per porto abusivo di armi nell'ambito dell'inchiesta sul ferimento di un uomo che partecipava ad una festa di Capodanno a Rosazza, nel Biellese. La nuova accusa deriva dal fatto che la mini pistola da cui è partito il colpo, di proprietà del deputato già Fdi e poi sospeso dal partito, è un'arma da collezione e dunque il parlamentare avrebbe dovuto lasciarla a casa e non portarla con sè. 

Pozzolo indagato anche per porto abusivo di armi
Pozzolo indagato anche per porto abusivo di armi
Approfondisci:

Pozzolo, il test dello stub mostra tracce “significative” di polvere da sparo

Pozzolo, il test dello stub mostra tracce “significative” di polvere da sparo

Anche il test dello Stub aveva rilevato tracce significative di residui di polvere da sparo sul deputato di Fratelli d’Italia, un altro tassello importante del puzzle che, una volta completato, dovrà dare un nome all'autore - involontario - del ferimento dell'elettricista di 31 anni presente alla festa di Capodanno nelle sale della Pro Loco di Rosazza. Ora si attendono le conclusioni della consulenza balistica, affidata dalla procura alla specialista Raffaella Sorropago; poi l'analisi delle impronte digitali e una serie di accertamenti biologici. Ma soprattutto si attende la versione di Pozzolo. Il quale, quando è stato convocato dagli inquirenti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il motivo lo aveva spiegato il suo legale, Andrea Corsaro, che è anche sindaco di Vercelli: sui giornali erano apparse le deposizioni dei partecipanti alla festa di cui però la difesa non disponeva. Pozzolo ha sempre detto di non essere stato lui a sparare e che chiarirà cosa è successo solo davanti ai magistrati. In un comunicato a firma del procuratore capo di Biella, Teresa Angela Camelio, si legge che gli esiti dello Stub “confermano la prospettazione iniziale”. Quella che i carabinieri avevano messo nero su bianco nella loro prima informativa: quando è partito il colpo nessun altro stava maneggiando la pistola.