Un anno di carcere in più ai carabinieri che picchiarono ferocemente Stefano Cucchi, poi deceduto il 21 ottobre 2009 al reparto detenuti dell’ospedale Pertini. La Corte d’assise d’appello di Roma presieduta da Flavio Monteleone accoglie le richieste del pg Roberto Cavallone e condanna a 13 anni (dai 12 del primo grado) Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, all’epoca in servizio alla compagnia Casilina (luogo di svolgimento della vicenda), per omicidio preterintenzionale. Quattro anni di reclusione (dai tre anni e 6 mesi del primo grado) al maresciallo Roberto Mandolini, responsabile di falso per aver coperto gli autori del reato qualificato dai giudici in omicidio preterintenzionale. Pena invece confermata di 2 anni e 8 mesi (nonostante la richiesta di assoluzione del pg) al vicebrigadiere Francesco Tedesco, coimputato per falso, ma poi diventato teste chiave dell’accusa raccontando per filo per segno i fatti: ovvero cosa accadde la notte del 15 ottobre 2009, quando il 31enne geometra romano venne fermato per sospetta cessione di stupefacenti.