Venerdì 19 Luglio 2024

Papa Francesco: “Non avrò un catafalco al mio funerale, il mio corpo sarà in una bara”

Le anticipazioni del libro-intervista ‘El Sucesor’. “Padre Georg ha dimostrato mancanza di umanità con il suo ‘Nient’altro che la verità’ uscito il giorno delle esequie di Benedetto XVI”

Papa Francesco con monsignor George Gaenswein nel 2018 (Ansa)

Papa Francesco con monsignor George Gaenswein nel 2018 (Ansa)

Città del Vaticano, 2 aprile 2024 – Nessun catafalco, ma una semplice bara per l'esposizione del corpo. Francesco ha già dato disposizioni per modificare il rito funebre papale perché quello attuale è "troppo sovraccarico". Lo racconta lo stesso Bergoglio nel libro-intervista 'El Sucesor' ('Il successore') del giornalista Javier Martinez-Brocal, di cui sono già state diffuse alcune anticipazioni. Quella di Benedetto XVI – spiega il pontefice – "sarà l'ultima veglia funebre celebrata così, con il corpo del Papa esposto fuori dalla bara, su un catafalco. Ho parlato con il cerimoniere e abbiamo eliminato questo e tante altre cose". Ad esempio ci sarà una sola veglia (e non due) e nessuna cerimonia per la chiusura della bara.

Ma quelle su come sarà il suo funerale, non sono le uniche rivelazioni. Bergoglio racconta anche "il grande dolore" che gli ha provocato il libro di monsignor Georg Gaenswein, 'Nient'altro che la verità', uscito subito dopo la morte di Joseph Ratzinger. "Mi ha fatto male che Benedetto sia stato usato. Il libro è stato pubblicato il giorno del funerale e l'ho vissuto come una mancanza di nobiltà e di umanità", spiega Bergoglio sottolineando che quel testo racconta "cose che non sono vere".

Papa Francesco ricorda invece di come il suo predecessore al soglio di Pietro lo abbia difeso da alcuni cardinali che lo accusavano di dire "eresie" per le sue affermazioni riguardo alle unioni civili tra omosessuali. "Ho avuto un colloquio molto bello con lui quando alcuni cardinali sono andati a incontrarlo sorpresi dalle mie parole sul matrimonio, e lui è stato chiarissimo con loro", riferisce. Ratzinger li ascoltò uno a uno – dice ancora Bergoglio – e poi "li ha aiutati a distinguere le cose". "Un giorno si sono presentati a casa sua per farmi praticamente un processo, e mi hanno accusato davanti a lui di promuovere il matrimonio omosessuale – dice il Santo Padre, ripercorrendo i fatti –. Benedetto non si è agitato perché sapeva perfettamente quello che io penso. Li ha ascoltati tutti, uno a uno, li ha calmati e ha spiegato loro tutto". "È stata una volta che ho detto che, siccome il matrimonio è un sacramento, non può essere amministrato a coppie omosessuali, ma in qualche modo bisognava dare qualche garanzia o protezione civile alla situazione di queste persone – specifica Bergoglio –. Dissi che in Francia esiste la formula delle 'unioni civili', che a prima vista può essere una buona opzione, perché non si limita al matrimonio. Per esempio – pensavo – si possono accogliere tre anziane pensionate che hanno bisogno di condividere servizi sanitari, eredità, abitazione, eccetera. Intendevo dire che mi sembrava una soluzione interessante”. Benedetto XVI "ha detto loro: 'Questa non è un'eresia'. Come mi ha difeso!... Sempre mi ha difeso".