Venerdì 14 Giugno 2024

Trentino, stop all’abbattimento dell’orso. Il Tar sospende l’ordinanza

Accolto il ricorso di Lav Italia. Il presidente Fugatti: “Chiederemo la revoca del decreto, avanti con ricerca e cattura di Jj4”

Trento, 14 aprile 2023 - Il Tar di Trento ha sospeso l'ordinanza di abbattimento dell'orsa Jj4, identificata come l'animale che ha aggredito mortalmente il runner Andrea Papi nei boschi sopra il paese di Caldes. A renderlo noto, sui suoi canali social, Lav (Lega AntiVivisezione) Italia che ha presentato ricorso contro il provvedimento firmato dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.  La sospensiva resterà in vigore fino all'11 maggio, quando la questione sarà affrontata in una Camera di Consiglio.

L'orso Mj5 (dal profilo Twitter di Lav Italia)
L'orso Mj5 (dal profilo Twitter di Lav Italia)

È la seconda volta che il Tar trentino sospende un'ordinanza per l'abbattimento dell'orsa Jj4. La prima era stato il 24 giugno 2020 dopo l'aggressione sul monte Peller di due escursionisti, padre e figlio. 

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Ma la Provincia vuole andare avanti

Da parte sua Fugatti parla di pronunciamento del Tar “sorprendente di fronte al decesso di una persona”. “Da parte nostra ciò che ci preoccupa è sicurezza dei cittadini e le scelte fatte fino ad ora vanno in quella direzione – ha detto il presidente della Provincia autonoma – . Noi possiamo chiedere la revoca del decreto, fornendo le documentazione richieste (che riteniamo di poter depositare entro lunedì prossimo). Fugatti ha precisato che si procederà con la ricerca e la cattura dell'orso solo che, se preso, verrà trasferito al centro faunistico del Casteller. "Cambiamo però le modalità di cattura: si limitano le operazioni del corpo forestale, e questo aumenta il rischio di incolumità per le persone", ha concluso.

La richiesta della Lav

Nei giorni scorsi l’associazione ambientalista aveva inviato alla Provincia di Trento e al ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, la proposta di trasferimento dell’esemplare di 17 anni in un rifugio sicuro all’estero. "I santuari (come vengono chiamati i rifugi sicuri, ndr) sono aree protette di decine di ettari che esistono in tutto il mondo, soprattutto nell'Europa dell'Est, in Medio Oriente, America, ma non in Italia perché non previsti", spiega Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav per l'Area Animali Selvatici. "I santuari non sono zoo e garantiscono il benessere degli animali catturati in natura, sono aree molto grandi dove all'interno ci sono anche montagne, corsi d'acqua naturali e tutte le riserve sufficienti per garantire benessere e assistenza. Certo, sono suddivisi per specie di animali perché ci sono esemplari incompatibili tra loro", aggiunge sottolineando che anche gli altri orsi ritenuti pericolosi potranno essere trasferiti.

Tre gli orsi problematici in Trentino

L’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) segnala che ad oggi, gli orsi considerati problematici in Trentino sono la femmina JJ4 e due maschi, MJ5 e M62. L’Istituto ricostruisce dunque la storia dei tre esemplari ricordando che il Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno nelle Alpi centro-orientali (PACOBACE) contiene una tabella di riferimento con i comportamenti problematici degli orsi, ordinati secondo un indice di pericolosità e con le possibili azioni per definirlo tale. Inoltre – spiegano gli esperti – “il grado di problematicità aumenta quando ci sia una ripetizione di comportamenti potenzialmente pericolosi da parte dello stesso individuo”. La valutazione dei comportamenti "va condotta caso per caso tenendo conto non solo della chiave interpretativa circa il grado di problematicità` fornita dalla tabella".

Ecco dunque le storie dei tre animali:

- JJ4. L'esemplare di orsa, nata nel 2006 è risultata, dalle analisi genetiche condotte, la responsabile dell'attacco mortale sul Monte Peller dello scorso 5 aprile. Già in passato, tra il 2020 e il 2022, era stata responsabile di tre eventi, non mortali. La provincia di Trento ha emanato in data 8 aprile 2023 un'ordinanza per l'intervento di rimozione dell'orso, con espresso richiamo alle competenze in materia di incolumità e sicurezza pubblica, che ISPRA ha ritenuto "coerente con le indicazioni del PACOBACE".

- MJ5. Questo esemplare si è reso responsabile di un attacco lo scorso 5 marzo a un cittadino di Rabbi, Comune in provincia di Trento. ISPRA ha espresso parere in data 11 aprile 2023 ritenendo che la misura della rimozione proposta dalla provincia di Trento fosse "coerente con il PACOBACE".

- M62 è un maschio di orso nato nel 2018; dal maggio 2021 all'aprile 2022 l'esemplare ha mostrato comportamenti particolarmente confidenti per i quali sono risultati adottabili le misure previste dal PACOBACE, anche energiche. All'ISPRA è pervenuta ieri, 13 aprile, la richiesta di valutazione da parte della Provincia di Trento; l'Istituto sta quindi conducendo un'attenta analisi tecnico-scientifica, tenendo conto di quanto previsto dal PACOBACE.