Mercoledì 17 Luglio 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Cronaca

Orrore al rito sciamanico. Gettato morto nel fiume: "Ucciso da più persone"

La Procura indaga per omicidio volontario. Nell’abbazia c’erano 20 ragazzi. I genitori del 25enne: "Aggressione potente, c’è stata una colluttazione".

Orrore al rito sciamanico. Gettato morto nel fiume: "Ucciso da più persone"

Orrore al rito sciamanico. Gettato morto nel fiume: "Ucciso da più persone"

La morte di Alex Marangon è dovuta a "cause violente e non accidentali". La conferma arriva dalla procura di Treviso dopo la conclusione dell’autopsia sul corpo del 25enne di Marcon, in provincia di Venezia, trovato morto nel fiume Piave dopo aver partecipato a un rituale sciamanico all’abbazia di Santa Bona a Vidor. E a questo punto l’indagine cambia. Si procede per omicidio volontario. A carico di ignoti, per ora. E sempre in attesa degli esami tossicologici, che dovrebbero chiarire la sua lucidità dopo l’assunzione dell’ayahuasca

La famiglia

Intanto, però, la famiglia si fa sentire. L’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste i Marangon, dice che l’autopsia su Alex "restituisce un quadro inquietante, quello di una aggressione potente, sfuggente, nel corso di una colluttazione che male si concilia con il caso". Il legale ribadisce che non c’è più ragione di credere a tesi come il suicidio o la morte accidentale. Perché l’esame autoptico "ha evidenziato una botta sulla parte sinistra della testa, addebitando l’accaduto a più di una persona". Attraverso l’avvocato i familiari al gruppo di una ventina di persone che ha partecipato al rito all’abbazia sconsacrata di Vidor fanno l’appello di parlare "con spirito di pietà: più persone sanno quello che è successo".

"Picchiato duramente"

Il procuratore capo di Treviso, Marco Martani, ha detto che il ragazzo "è stato picchiato duramente" con diversi colpi anche in testa. Si può escludere la morte per una caduta accidentale non solo per la distribuzione di ecchimosi e ferite, ma anche perché l’esame ha rilevato un’emorragia interna al torace che gli ha fatto perdere molto sangue. Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 giugno Marangon aveva partecipato al rituale a pagamento (200 euro la quota d’iscrizione) per festeggiare il Sol de Putamayo alla presenza del musico e curandero colombiano Jhonni Benavides. Aveva assunto due pozioni dell’allucinogeno e, per curare la sua asma, aveva ricevuto anche un’iniezione di veleno di rana amazzonica sapo/kambo.

Il rituale

Il rituale era stato organizzato da Andrea Gorgi Zuin, noto come ’Zu’, e dalla compagna Tatiana ’Tati’ Marchetto. I due avevano seguito Marangon quando si è allontanato dalla chiesa sconsacrata per cercare di recuperarlo. La prima ricostruzione dei fatti ipotizzava una caduta accidentale in acqua dovuta allo stato confusionale del 25enne, che da alcuni anni lavorava come barista al lago di Caldaro. Si pensava anche alla possibilità di un’aggressione di un animale selvatico. Ora è probabile che sia stato gettato nel fiume già cadavere.