Le orche davanti al porto di Genova (Foto Gabriella Motta)
Le orche davanti al porto di Genova (Foto Gabriella Motta)

Genova, 3 dicembre 2019 - Le orche continuano a giocare nel golfo di Genova, all’interno del Santuario dei Cetacei; in fondo sono anche loro delfinidi. Ma da queste parti sono un avvistamento praticamente inedito a memoria d’uomo. Gli animali sono cinque, lo hanno stabilito ieri gli scienziati che li seguono. In mare si sono alternati quelli dell’Acquario di Genova e del Thesys, ricercatori che si occupano delle specie presenti nel Santuario Pelagos, oltre al Whale Watch del consorzio 'Liguria via mare'. "Sono salita su una motovedetta della Guardia Costiera e siamo arrivati a 50-100 metri dalle orche – spiega la biologa Gabriella Motta dello staff di 'Liguria via mare' -; abbiamo chiaramente identificato un maschio adulto, facilmente riconoscibile dalla enorme pinna dorsale; poi un cucciolo e altri tre adulti, due femmine di sicuro e un terzo esemplare che potrebbe essere un giovane. Facendo una serie di rilevazioni fotografiche e comparandole abbiamo potuto stabilire l’esatta composizione del branco che si muove sempre all’esterno della diga del porto di Voltri, nell’immediato ponente genovese”.

Il comportamento dei cetacei è lo stesso da tre giorni, un segno che le orche si potrebbero trovare bene in questo ambiente per loro nuovo, ma ricco di pesci. “I numerosi cefali presenti - spiega la dottoressa Motta - sono un cibo che le orche apprezzano, ma dobbiamo davvero cercare di sapere che cosa sta accadendo là sotto, quale motivo ha portato qua questi animali di solito ospitati in mari freddi, e che nel Mediterraneo si affacciano solo a Gibilterra, che cosa lì fa rimanere in zona. Da come si muovono, almeno gli adulti sembrano in buone condizioni: fanno immersioni regolari di 5-10 minuti e poi riemergono per un minuto”.

La loro presenza ha messo in allarme anche Capitaneria di Porto e Guardia Costiera i cui mezzi si adoperano affinché la circolazione navale non venga influenzata dalla presenza di questi mammiferi marini e allo stesso tempo i cetacei vengano protetti. Le evoluzioni delle orche vengono seguite dagli scienziati anche da riva, con i binocoli; la distanza è di circa un miglio. Ieri molti curiosi si sono portati sul posto, mentre i pescatori – i primi che si sono imbattuti domenica negli imprevisti ospiti – sono usciti regolarmente con le loro imbarcazioni.

Ora non resta che aspettare: le orche – fa notare Alessandra Somà, anch’ella biologa di 'Liguria via mare' - sono velocissime negli spostamenti e la loro permanenza in un areale per loro abbastanza limitato fa sorgere agli scienziati molte domande. Ma solo osservandone il comportamento si potrà capire di più su questa presenza insolita. Una fonte del Thesys, in serata, ha confermato che il cucciolo potrebbe stare male, obbligando gli adulti a proteggerlo. “Purtroppo - dice la dottoresa Somà - è una evenienza che temevamo”.