Lunedì 22 Aprile 2024

Ora legale 2024, stanotte il cambio orario. Quando spostare le lancette

Il cambio dell’ora porterà con sé giornate più lunghe, ma meno ore di sonno (per una notte). Ecco perché esiste

Ora legale 2024

Ora legale 2024

Roma, 27 marzo 2024 – Ci siamo! E’ partito il conto alla rovescia verso l’ora X in cui dovremo spostare le lancette un’ora avanti. Quest’anno l’ora legale coincide con la Pasqua, dunque scatterà oggi, nella notte a cavallo tra sabato 30 e domenica 31 marzo. Ma quando vanno spostate le lancette? Non sbagliatevi: alle 2 in punto che così diventeranno le 3 (anche se, salvo casi particolari, la maggior parte degli orologi oggigiorno modifica l’ora automaticamente). Ma qual è il significato dell’ora legale? E perché esiste? Vediamolo insieme. 

Cosa cambia 

L’ora legale porta con sé alcuni pro e contro. Partiamo dai vantaggi: innanzitutto significa che allungherà le giornate, perciò potremo goderci più ore di luce, magari stando all’aria aperta (tempo permettendo). In secondo luogo, l’introduzione dell’ora legale è legata al risparmio energetico. In Italia il cambio dell’ora ha permesso di risparmiare 6 miliardi di chilowattora in 6 anni: una quantità sufficiente per il fabbisogno energetico di un milione di famiglie. 

Uno svantaggio invece è legato al sonno. Infatti, il cambio dell’ora porta anche un cambio di abitudini: dormiremo un’ora in meno. Una cattiva notizia per chi ama dormire o per chi soffre del cosiddetto ‘jet lag’. Ma badate bene: è solo per questa notte. Magari ci vorrà un po’ per riprendere il ritmo, ma già da domani le nostre ore di sonno notturno resteranno sempre le stesse. 

Quanto dura 

L’ora legale nel 2024 resterà in vigore dal 31 marzo al 27 ottobre, quando si ritornerà all’ora solare. In quella data dovremo ricordarci di spostare le lancette indietro di un’ora.

La storia 

In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1916, per questioni legate al conflitto. Dopo molti tira e molla, in Italia è diventata definitiva nel 1966. Tra i motivi principali dietro la scelta di adottare un simile cambiamento nella misurazione del tempo c’è, molto semplicemente, il risparmio energetico. E’ già da tempo, però, che in Europa si discute sull’eliminazione di questa pratica: sono soprattutto i Paesi nordici a spingere per la sua abolizione, dato che non ne traggono alcun beneficio.