I fratelli Bianchi a processo per l'omicidio di Willy (a destra)
I fratelli Bianchi a processo per l'omicidio di Willy (a destra)

Roma, 18 novembre 2021 - Continua ad essere un tutti contro tutti tra gli imputati il processo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte,  21enne italiano originario  di Capo Verde. Massacrato di botte per strada a Colleferro (Roma) nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. Ucciso a calci e pugni. Una testimone l’ha sentito gridare: “Basta, vi prego, non respiro più”.  Quel sabato notte voleva solo aiutare un amico in difficoltà.
Per il suo omicidio sono finite in carcare quattro persone:  i fratelli Marco e Gabriele Bianchi con Mario Pincarelli; ai domiciliari Francesco Belleggia.  Quattro contro uno. 
Nell’aula della Corte di Assise del Tribunale di Frosinone si sono presentati tutti e quattro gli imputati, e la mamma e la sorella della vittima.  “Siamo stati fatti passare per mostri, si parlava solo dei fratelli Bianchi. Qualsiasi cosa dicevamo venivamo attaccati”, ha dichiarato Marco Bianchi. In questa vicenda “è morto un ragazzo - ha aggiunto - ma se lo avessi colpito in modo grave non me ne sarei mai andato, lasciandolo lì. Se avessi sbagliato non avrei problemi ad ammetterlo”.
Opposta la ricostruzione fornita da Francesco Belleggia, l’unico imputato ai domiciliari. “Marco colpì Willy con un calcio, facendolo finire contro la macchina. Quando, con una mano poggiata sul marciapiede e l’altra sull’auto, ha provato ad avanzare, è stato nuovamente colpito da un calcio. A quel punto è caduto a terra, Marco continuava a prenderlo a pugni”, ha raccontato senza esitare. Alle sue parole, dalla cella di sicurezza, i fratelli Bianchi e Mario Pincarelli hanno allargato le braccia in segno di sorpresa.