Omicidio Regeni, rinviati a giudizio quattro 007 egiziani. La mamma di Giulio: “Oggi è una bella giornata”

Il processo per il ricercatore italiano ucciso in Egitto inizierà il 20 febbraio. Le accuse sono di lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato

Roma, 4 dicembre 2023 – Il gup di Roma ha rinviato a giudizio i quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'omicidio di Giulio Regeni avvenuto al Cairo tra il gennaio e il febbraio del 2017. Il processo è stato fissato dal giudice Roberto Ranazzi al prossimo 20 febbraio davanti alla Corte d'Assise della Capitale. Nei confronti degli imputati, a seconda delle posizioni, le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Regeni: quattro 007 egiziani a processo
Regeni: quattro 007 egiziani a processo

Presidenza del Consiglio parte civile

Non solo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata ammessa come parte civile nel procedimento a carico di quattro 007 egiziani accusati di avere torturato e ucciso Giulio Regeni nel 2016. Lo ha deciso il gup di Roma che dovrà vagliare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Procuratore aggiunto Sergio Colaiocco per gli imputati.

La mamma di Giulio

"Ringraziamo tutti, oggi è una bella giornata”. Lo ha detto Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, dopo la decisione del gup di Roma che ha mandato a giudizio quattro 007 egiziani.

Le parole dell’avvocato

"Le notizie di oggi sono la conferma della costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, la presa d'atto del giudice delle motivazioni della Consulta e l'ulteriore notorietà anche in Egitto del procedimento a carico dei 4 imputati per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni”. È quanto ha affermato, lasciando piazzale Clodio, l'avvocato Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio Regeni. “Una notorietà – ha aggiunto – legata anche al recente incontro tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e Al Sisi durante il quale il ministro ha informato il presidente egiziano che si procederà in Italia contro i 4 imputati. Il giudice ha inoltre rigettato tutte le eccezioni compresa quella sulla giurisdizione perché non si può dubitare, come hanno fatto le difese degli imputati, che anche i 'meri’ sequestratori di Giulio gli hanno cagionato, catturandolo e tendendolo sequestrato per 9 giorni, sofferenze fisiche e psicologiche”.

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Il procuratore aggiunto

"L'assenza degli imputati non ridurrà il processo ad un simulacro. Poter ricostruire pubblicamente in un dibattimento penale i fatti e le singole responsabilità corrisponde ad un obbligo costituzionale e sovranazionale. Un obbligo che la Procura di Roma con orgoglio ha sin dall'inizio delle indagini cercato di adempiere con piena convinzione”. È quanto ha sostanzialmente affermato in aula il procuratore aggiunto, Sergio Colaiocco, nel corso dell'intervento con cui ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'omicidio di Giulio Regeni.

Le tappe della vicenda Regeni

  • 25 gennaio 2016 - si perdono le tracce di giulio: il giovane ricercatore, dottorando a cambridge, sparisce nei pressi di piazza tahir, al cairo.
  • 3 febbraio 2016 - Il suo cadavere viene ritrovato sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria d'Egitto. Sul corpo segni di tortura: lividi, fratture, ferite, bruciature.
  • 4 febbraio 2016 - Il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini, Khaled Shalabi, esclude un'azione violenta. La Procura di Roma apre un fascicolo.
  • 7 febbraio 2016 - La salma arriva in Italia, viene fatta una nuova autopsia che certifica le torture. I genitori di Giulio iniziano una battaglia, la vicenda diventa un caso diplomatico.
  • 14 aprile 2016 - La Procura di Roma invia alle autorità egiziane una rogatoria e chiede di acquisire i tabulati telefonici di 13 persone, video e testimonianze.
  • 9 settembre 2016 - Vertice a Roma tra magistrati egiziani e italiani. L'Egitto ammette: Regeni era sorvegliato, impegno a consegnare tutta la documentazione.
  • 4 dicembre 2018 - La Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati cinque uomini, membri dei servizi segreti civili e della polizia investigativa egiziani, per concorso in sequestro di persona. Sono il generale Sabir Tareq, i colonnelli Usham Helmy e Ather Kamal, il maggiore Magdi Sharif e l'agente Mhamoud Najem.
  • 30 aprile 2019 - La Camera approva l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta.
  • 25 maggio 2021 - Il gup Pierluigi Balestrieri manda a processo i quattro 007 dell'Egitto. Chiusura delle indagini. Rischiano di finire sono processo il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.
  • 14 ottobre 2021 - Al via il processo in Corte d'assise. I giudici, annullano il rinvio a giudizio per gli 007: bisogna rendere effettiva e non solo presunta la conoscenza agli imputati del procedimento a loro carico.
  • 11 aprile 2022 - Il gup sospende il processo, il pm ricorre in Cassazione contro lo stop. La Cassazione rigetta il ricorso.
  • 31 maggio 2022 - Il gup, accogliendo la richiesta della Procura, invia gli atti alla Consulta
  • 27 settembre 2023 - La Consulta sblocca il processo Regeni: "nessuna immunità per il reato di tortura, non è accettabile la paralisi del processo”