Giulio Regeni: "Sbloccare il processo", la richiesta dentro e fuori il tribunale di Roma

Il procuratore Lo Voi ha sollevato il nodo sull'assenza in aula dei quattro 007 accusati della morte del ricercatore italiano in Egitto. Al sit-in a piazzale Clodio anche Schlein: "Vicini alla famiglia"

La segretaria del Pd, Elly Schlein con i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, al sit-in fuori dal Tribunale di Roma
La segretaria del Pd, Elly Schlein con i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, al sit-in fuori dal Tribunale di Roma

Roma, 3 aprile 2023 - "Il processo deve andare avanti", è la richiesta formulata davanti e dentro l'aula del tribunale di Roma, in occasione della nuova udienza oggi 3 aprile nel procedimento per la morte di Giulio Regeni.

A piazzale Clodio questa mattina al sit-in organizzato per chiedere verità e giustizia sulla morte del ricercatore torturato e ucciso nel 2016 al Cairo, insieme ai familiari di Regeni c'era anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. "Vogliamo dare un segnale di vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alle tante persone che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia: crediamo fortemente che questo processo debba andare avanti, debba essere fatto. Siamo qui con questa speranza", le parole di Schlein.

L'intervento della Consulta

In aula sul caso Regeni la Procura di Roma ha chiesto l’intervento della Consulta. La richiesta al gup è arrivata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, insieme con il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, nel corso della nuova udienza preliminare sull'omicidio del ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Una richiesta finalizzata a sbloccare il processo, che si trova ancora in una fase di stallo. Lo Voi ha chiesto al gup di investire la Consulta per superare la 'stasi' del processo a carico di quattro 007 accusati della morte di Regeni. Sulla richiesta il giudice si è riservato di decidere

Il nodo della riforma Cartabia

In particolare la Procura capitolina chiede di sollevare davanti alla Corte Costituzionale la questione relativa all'articolo così come modificato dalla riforma Cartabia nella parte in cui non prevede che si possa procedere in assenza dell'accusato "nei casi in cui la formale mancata conoscenza del procedimento dipenda dalla mancata assistenza giudiziaria da parte dello Stato di appartenenza o residenza dell'accusato stesso".

Lo scenario

Nello sciogliere la riserva il gup ha, sostanzialmente, tre scenari davanti: accogliere la richiesta della Procura e inviare gli atti alla Consulta, recepire quanto definito in una memoria dell'Avvocatura di Stato secondo cui la riforma Cartabia consente di procedere con il processo o, infine, il non luogo a procedere. Oggi davanti al gup era prevista l'audizione della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani ma l'avvocatura dello Stato, nelle scorse settimane, ha comunicato al tribunale di Roma che i due non avrebbero deposto in quanto non sono divulgabili i colloqui con il presidente dell'Egitto, Al Sisi.

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I genitori di Giulio: "Il processo prima possibile"

"Dopo avere ascoltato le parole del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, siamo sempre più convinti e determinati nel dire che il processo per il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio Regeni vada fatto in Italia e debba iniziare il prima possibile". Lo ha affermato l'avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori del ricercatore italiano, Paola e Claudio, lasciando piazzale Clodio dove hanno preso parte all'udienza davanti al gup. "Il principio che deve essere sancito è che i cittadini italiani non possono essere sequestrati, torturati e uccisi, non possono subire la violazione dei loro diritti fondamentali nell'assoluta impunità perché gli aggressori si sottraggono al processo abusando del nostro sistema di diritto e di garanzia. Nessuno vuole negare il diritto di difesa a queste quattro persone, ma che vengano si facciano processare e si difendano. Vorremmo ringraziare tutte le persone che in ogni angolo del mondo non solo ci sostengono emotivamente ma stanno facendo indagini per noi che sono molto preziose", ha aggiunto.  

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