Ha affrontato nove quarantene, una per ogni volta che, nel periodo di pandemia, è uscita dalla casa di riposo in cui vive a Cuneo. Non si è mai ammalata, Maria Teresa Bagutti, 89 anni, ma le regole delle Rsa prevedono, in caso di uscita, un periodo di isolamento al rientro nella struttura. "Quando si parla di Rsa, si...

Ha affrontato nove quarantene, una per ogni volta che, nel periodo di pandemia, è uscita dalla casa di riposo in cui vive a Cuneo. Non si è mai ammalata, Maria Teresa Bagutti, 89 anni, ma le regole delle Rsa prevedono, in caso di uscita, un periodo di isolamento al rientro nella struttura. "Quando si parla di Rsa, si pensa solo a persone non autosufficienti – spiega la donna –, invece ci sono anziani che ci vanno per scelta. Noi siamo autosufficienti, in regime alberghiero". "Abbiamo l’impressione di essere stati dimenticati – prosegue – chi di noi non ha parenti, ha necessità di uscire. Io ho solo una nipotina di 12 anni e per poter stare un giorno o due con lei ho affrontato ben nove quarantene".

C’è poi l’esigenza di andare a fare magari una visita specialistica, andare in banca a mettere una firma oppure andare al cimitero. "Se si esce – spiega ancora Maria Teresa Bagutti –, bisogna fare la quarantena, noi sentiamo questo fatto come una privazione della libertà. Siamo vaccinati, io ho fatto già 10 tamponi, inoltre alla nostra età c’è molta responsabilità. Perché non possiamo uscire?".

"Passeggiavamo tutti i giorni per il centro di Cuneo – ricorda – ora vediamo dalla finestra la gente che conduce una vita pressoche’ normale". Maria Teresa Bagutti, lo scorso 31 luglio, ha deciso di combattere la sua battaglia con carta e penna. Ha scritto all’allora premier Giuseppe Conte, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al governatore del Piemonte Alberto Cirio e persino a Papa Francesco. "Soltanto il Papa mi ha risposto – ha spiegato – ha detto che preghera’ per noi. Mi ha fatto piacere".