Lunedì 17 Giugno 2024
CLAUDIA MARIN
Cronaca

Morti sul lavoro, l’accusa di Bombardieri (Uil): "Quali incidenti. Molte volte sono proprio omicidi"

Il sindacalista: “Impera una logica iperliberista, ma il profitto non può prevalere sulla vita delle persone”

Roma, 14 settembre 2023 – Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, la strage sul lavoro non si frema: altri tre morti. Siamo all’emergenza: come fermare subito questa tragedia?

"Cominciamo con il fare una dichiarazione di principio: non si può parlare di incidenti, ma in molte circostanze si tratta di omicidi. Mi rendo conto che è una dichiarazione forte, ma spesso le morti sul lavoro accadono perché si decide scientemente di non rispettare le norme. È accaduto in più di una circostanza che siano stati rimossi i dispositivi di sicurezza per produrre di più e più velocemente. È inaccettabile: non si può far prevalere la logica del profitto sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori".

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri
Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri

Che fare?

"Dobbiamo assumerci, tutti, la responsabilità di non assuefarci a queste morti e perciò va diffusa una cultura della salute e sicurezza, a partire dalle scuole, dove questo tema deve essere inserito come materia di insegnamento. Peraltro, ormai da circa tre anni a questa parte, La Uil si è fatta promotrice della campagna "Zero morti sul lavoro", coinvolgendo personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport che sono diventati testimonial di questa battaglia comune. Occorre sensibilizzare l’opinione pubblica".

Come?

"Spesso ricorro a una provocazione, a un paradosso, e mi chiedo cosa succederebbe se la mafia ammazzasse, ogni giorno, tre persone. Ecco, noi vorremmo che si suscitasse lo stesso sdegno e lo stesso dolore di fronte a questa tragedia che vede morire, ogni giorno, tre persone sul lavoro".

Con quali interventi operativi?

"Oltre a una necessaria operazione pedagogica e culturale, ci sarebbero altri interventi da mettere in campo. Innanzitutto, in una logica di prevenzione, che deve essere assolutamente prevalante, dovrebbe aumentare il numero degli ispettori e delle ispezioni, in modo da rilevare per tempo le infrazioni alle norme e intimarne il rispetto. A tal proposito, per un effetto di deterrenza, bisognerebbe inasprire le sanzioni, magari istituendo anche il reato di omicidio per lavoro. Poi, si dovrebbe impedire alle aziende che reiterano il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza di partecipare agli appalti pubblici e, a tal fine, sarebbe molto utile anche l’istituzione di una patente a punti".

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Ma quanto incide la precarietà del lavoro?

"È sicuramente tra le prime concause degli infortuni. Chi è precario vive l’insicurezza del lavoro e questo stato d’animo si trasforma anche in insicurezza sul lavoro. Spesso non c’è il tempo per un’adeguata formazione: i giovani vengono mandati allo sbaraglio e così si generano tragedie".

Quali le cause più profonde di questo dramma?

"Continua a imperare, come accennato, una logica iperliberista che considera prioritarie la competitività sfrenata e il profitto ad ogni costo: spendere meno e fare presto, con appalti e subappalti al massimo ribasso, diventano i parametri per impostare l’organizzazione del lavoro. In questo modo, le conseguenze nefaste colpiscono le lavoratrici e i lavoratori. Bisogna capire che la sicurezza non è un costo, ma un investimento: fino a quando non ci sarà questo cambio di paradigma, resteremo sempre in una condizione di emergenza".

Lavorare non è morire, ha detto il presidente Mattarella, parlando di responsabilità delle stesse Istituzioni.

"Insieme con Landini e Sbarra abbiamo scritto una lettera al presidente della Repubblica. Gli abbiamo voluto illustrare le nostre proposte e lo abbiamo ringraziato pubblicamente perché, ancora una volta, anche nella sua funzione di garante della nostra Costituzione, ha dimostrato grande sensibilità e attenzione alla questione. Abbiamo condiviso in pieno il suo richiamo alla centralità del diritto al lavoro e alla salute. Proviamo la stessa amarezza e lo stesso dolore per la perdita di vite umane a causa della disapplicazione delle norme sulla sicurezza. Lo ribadisco, non si sta facendo abbastanza per evitare queste tragedie: ne siamo convinti anche noi e, insieme al Capo dello Stato, consideriamo tutto ciò intollerabile".