Sabato 20 Aprile 2024

‘Due anni anni di resistenza ucraina’: una medaglia di bronzo omaggia chi combatte per la libertà

Realizzata dalla Zecca, sarà distribuita in collaborazione con Poste Italiane da sabato 24 febbraio: il ricavato per sostenere il centro di riabilitazione 'Unbroken Kids' all'ospedale pediatrico St. Nicholas di Leopoli

Roma, 22 febbraio 2024 – Al centro la statua Berehynia, protettrice della libertà, simbolo delle proteste degli studenti in piazza dell'Indipendenza (Majdan Nezaležnosti) a Kiev. In basso, 'DCCXXX' a indicare i 730 giorni di resistenza del popolo ucraino alla guerra di aggressione russa dall'inizio dell'invasione. Sullo sfondo, il futuro rappresentato dalla mappa dell'Europa. In un cerchio, sul rovescio, il 'tryzub', il tridente dell'emblema ucraino e le parole dell'inno nazionale: "Daremo anima e corpo per la nostra libertà".

La medaglia di bronzo dedicata alla resistenza ucraina
La medaglia di bronzo dedicata alla resistenza ucraina

È un messaggio forte quello impresso sulla medaglia in bronzo realizzata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, su progetto degli studenti della scuola dell'Arte della Medaglia, intitolata 'Due anni di resistenza ucraina'. Presentata a Roma, con una conferenza stampa patrocinata dalla presidenza del Consiglio, l'iniziativa conferma la vicinanza dell'Italia al popolo ucraino. Un invito a non girarsi dall'altra parte, ma anche a fornire un aiuto "tangibile". Il ricavato netto della vendita delle medaglie (65 euro su 150), distribuite in collaborazione con Poste Italiane a partire dal 24 febbraio, anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, verrà, infatti, devoluto al centro di riabilitazione 'Unbroken Kids', presso l'ospedale pediatrico St. Nicholas di Leopoli, dedicato alla cura fisica e psicologica dei bambini che hanno subito traumi di guerra.

In un momento in cui l'attenzione alla guerra in Ucraina stava "affievolendosi" – sottolinea Paolo Perrone, presidente dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – "abbiamo pensato a qualcosa che potesse ricordare i 730 giorni di questa guerra, il popolo ucraino che combatte da due anni. Un piccolo oggetto ma dal valore simbolico significativo per riaffermare la vicinanza del popolo italiano ed europeo all'Ucraina. Devo ringraziare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che fin dall'inizio ci ha affiancato". Un messaggio di solidarietà che con la parola "resistenza" nella denominazione della medaglia rappresenta, al contempo, una netta presa di posizione. "Abbiamo fatto una riflessione sul titolo da dare a questa medaglia. Qualche timore che questo messaggio potesse essere strumentalizzato o frainteso, lo avevamo. Devo dire, però, – spiega Perrone – che la solidarietà su questa iniziativa è stata unanime. Non mi aspettavo un moto così diffuso di vicinanza. Il nostro è un messaggio di pace, non celebriamo la guerra. L'obiettivo di questa medaglia è ricordare alle coscienze di tutti noi che vicinissimo all'Italia si sta combattendo una guerra per la difesa della libertà e della democrazia. Abbiamo, inoltre, voluto costruire su questa iniziativa un'operazione di carattere benefico volta a sostenere chi si sta occupando della riabilitazione fisica e psicologica, del recupero della porzione più debole della comunità ucraina ovvero quella dei bimbi: una categoria che non ha nessuna responsabilità ma subisce gli effetti della guerra come e peggio degli altri".

All'evento di presentazione della medaglia presso la sala polifunzionale di palazzo Chigi sono intervenuti rappresentanti del Governo e del Parlamento italiani, dell'Ambasciata di Ucraina, delle autorità religiose della Chiesa greco-cattolica ucraina e, in veste di testimonial, anche personaggi del mondo dell'arte e dello spettacolo: l'étoile Eleonora Abbagnato; il cantante Edoardo Bennato; il direttore d'orchestra Leonardo De Amicis; la schermitrice ucraina e campionessa olimpica Olga Kharlan; l'attrice ucraina Yeva Sai; il giornalista e conduttore Tv Massimo Giletti. "Ho giocato tante partite, ma la guerra è la partita più difficile della mia vita", ha detto l'ex calciatore e presidente della Federazione Calcio ucraina, Andriy Shevchenko, in un videomessaggio inviato per l'occasione.

In sala anche una delegazione delle famiglie ucraine rimaste gravemente ferite in seguito ai bombardamenti russi e curate grazie al sostegno della Fondazione Unbroken. Tra questi la famiglia Stepanenko, rimasta coinvolta nell'attacco missilistico russo alla stazione ferroviaria di Kramatorsk. La loro storia è nota in tutto il mondo: la madre, Natalia, ha perso una gamba, mentre sua figlia Yana, di undici anni, ha perso entrambi gli arti inferiori. La madre e la figlia sono state curate nel Centro nazionale di riabilitazione Unbroken e poi trasferite negli Stati Uniti per la riabilitazione. La famiglia Stepanenko è ora tornata a casa e sta continuando il precorso riabilitativo presso l'Unbroken Center. Oggi Yana è già in grado di partecipare a maratone e corre su protesi sportive. Dalla sua apertura, nel maggio 2023, sono già circa duemila i bambini vittime di traumi di guerra curati nel centro "Unbroken Kids" a Leopoli. L'assistenza offerta dal centro comprende cure mediche d'emergenza, chirurgia ricostruttiva, ortopedia e protesi robotiche, oltre a riabilitazione fisica, psicologica e psicosociale ai militari e ai civili feriti.