Tommaso Strambi Mettiamola così. Il mondo si è rovesciato. Se, infatti, Gigliola Cinquetti cantava ("non ho l’età... perché tu sai molte cose più di me..."). Oggi sono i giovani a saperne molte di più. Ma perché arrendersi?. È vero, che anche noi nati negli Settanta, rispetto ai nativi digitali siamo...

Tommaso

Strambi

Mettiamola così. Il mondo si è rovesciato. Se, infatti, Gigliola Cinquetti cantava ("non ho l’età... perché tu sai molte cose più di me..."). Oggi sono i giovani a saperne molte di più. Ma perché arrendersi?.

È vero, che anche noi nati negli Settanta, rispetto ai nativi digitali siamo (quasi) degli analfabeti. Eppure quanto tempo e soldi risparmiati. Di recente ho scaricato un’app per pagare il bollo dell’auto, tra gli altri servizi offre anche quello di saldare, direttamente dallo smartphone, la sosta nei parcheggi a raso di tutte le città italiane.

Si è aperto un mondo, ma soprattutto non sono più costretto a tenere in tasca un pacco di monetine e a camminare chilometri per cercare il parchimetro funzionante. Non solo. Adesso pago solo il tempo effettivo di sosta e, soprattutto, non ho più l’ansia della scadenza: se la devo prolungare mi basta un tap sul telefonino e il gioco è fatto. Niente corsa e multa dell’ausiliario del traffico sempre pronto a sbucare quando non serve. Per non parlare delle app che consentono di monitorare i consumi di gas o luce, di accendere il riscaldamento da remoto prima di rientrare a casa e trovare la giusta temperatura. O quelle per comprare un biglietto per entrare al museo o al cinema (speriamo di poterci tornare presto). Ci vuole solo un po’ di pazienza a scaricarle, ma perché non sfruttarle? O, come dicono i ‘gggiovani’: "Che fai? Te ne privi?". Aveva ragione Cesare Pavese: "Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo". Coraggio, guardiamo avanti.