Marco Buticchi Indipendentemente dalla stima nei confronti di alcuni governanti, sentire finalmente parlare di normalità dal Presidente Biden mi ha aperto l’anima. Vedete, in quest’anno di emergenza serrata il tempo verbale più usato in ogni messaggio dei politici è stato il futuro: "Faremo i tamponi,...

Marco

Buticchi

Indipendentemente dalla stima nei confronti di alcuni governanti, sentire finalmente parlare di normalità dal Presidente Biden mi ha aperto l’anima. Vedete, in quest’anno di emergenza serrata il tempo verbale più usato in ogni messaggio dei politici è stato il futuro: "Faremo i tamponi, faremo i vaccini, daremo i ristori, finirà la pandemia…".

E invece ancora siamo qui a raccogliere malati e seppellire morti. Sentire finalmente qualcuno che riapre alla vita – gli Stati Uniti e qualche manifestazione musicale ‘tamponata’, come ad esempio l’iniziativa della Filarmonica di Berlino – mi fa sperare che presto la normalità tornerà anche nel Belpaese.

Anche illuderci che Big Pharma fosse un ente benefico è stata mera utopia dei futurologi governativi. I farmaceutici sono lì ad accumulare profitti e un’epidemia è pari, per loro, a un getto improvviso di petrolio dal sottosuolo. A poco vale l’illusione della gratuità universale dell’antidoto. Piuttosto, se quello è il giusto sogno da perseguire, chi poteva permetterselo avrebbe dovuto compensare nel prezzo gli indigenti. Se, come hanno fatto in Israele, anche l’Europa avesse saziato l’avidità dei produttori di vaccino, magari adesso saremmo tutti più ‘normali’. A chi muoverà critiche a questa mia affermazione, rispondo con un fatto concreto: la mia famiglia ha speso in tamponi cautelativi per lavorare il corrispettivo di 25 dosi di vaccino israeliano. Per inciso il tampone di stamane era positivo e io mi ritrovo in isolamento con un forte desiderio di vita normale.