Lunedì 22 Aprile 2024

L’istinto e le regole "Uomini addestrati a salvare vite a terra Rischio zero? Non c’è"

Il generale Tricarico: tutti i dettagli pianificati e voli sempre monitorati "Collisioni spesso causate dall’errore umano, ma è presto per dirlo"

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di Beppe

Boni

Generale Leonardo Tricarico, lei da ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e pilota esperto, come spiega un incidente come quello di Guidonia?

"È prematuro in tempi così stretti poter capire cosa è successo lassù. Ma di solito attraverso il lavoro della Commissione istituita in questi frangenti dall’Aeronautica e quello dell’indagine della procura di competenza si arriva a comprendere il motivo dell’incidente".

Più probabile un errore umano o un’avaria?

"L’errore umano purtroppo compare nella maggior parte dei casi quando ci sono collisioni. Ma talvolta l’indagine rivela cause molto differenti da quelle che possono apparire probabili sul momento. E spesso intervengono più fattori".

Perché due piloti militari si esercitavano su aerei ultraleggeri?

"Si tratta di velivoli che l’Arma azzurra utilizza normalmente per collegamenti, trasporto di materiali e voli di promozione anche con gli studenti degli istituti superiori".

In che senso con gli studenti?

"L’Aeronautica organizza queste dimostrazioni durante l’anno negli aeroporti di Forlì, Foligno e in altre parti d’Italia. Sono occasioni promozionali preparate con le scuole, si chiamano corsi di cultura aeronautica e prevedono anche il volo nella fase finale".

Cosa significa volo pre pianificato?

"Un’esercitazione non viene mai inventata o improvvisata sul momento, ma formalmente pianificata a terra, soprattutto quando i velivoli volano in formazione anche a vista. Vale per gli ultraleggeri come per le Frecce tricolori".

Quali sono le regole d’ingaggio di una esercitazione?

"Il volo è sempre preceduto da un briefing fra i piloti e tra chi sta a terra. Si pianifica in base al meteo, alle fasi da realizzare, alle operazioni previste. Si cerca di non lasciare nulla al caso. E al ritorno è sempre previsto un de-briefing per valutare eventuali errori o successive modifiche all’esercitazione".

Il rischio zero esiste se è tutto ben programmato?

"No, il rischio zero non esiste, tutti i piloti ce l’hanno ben presente e lo mettono in conto. E questi erano due molto esperti con migliaia di ore alle spalle".

L’esercitazione viene controllata da terra?

"C’è sempre un contatto radio. Ma tutto dipende anche dal tipo di volo che viene pianificato, dall’area di manovra prevista e da altri fattori relativi alla missione".

In caso di incidente scatta nella mente del pilota l’idea di evitare l’impatto in una zona urbana?

"Certo, è un riflesso condizionato che ognuno di noi si porta dentro. È la prima preoccupazione. Inoltre nella check list è indicato in caso di avaria di dirigere possibilmente il velivolo verso una zona disabitata. Ma ripeto, viene istintivo farlo. E anche a Guidonia il pilota che ha portato l’aereo a cadere sulla strada ha evitato probabilmente e consapevolmente molte vittime".