Omicidio di Vanessa Ballan, la persecuzione: "Lui era sempre al supermercato. La terrorizzava"

I colleghi di lei: il 41enne qui quattro volte al giorno. La vicina: "Pochi giorni fa l’ho visto sotto casa".

La persecuzione: "Lui era sempre al supermercato. La terrorizzava"
La persecuzione: "Lui era sempre al supermercato. La terrorizzava"

Riese (Treviso), 21 dicembre 2023 – "Nell’ultimo periodo Vanessa ci aveva rivelato di aver paura. A ottobre ci aveva spiegato che era andata a fare la denuncia per stalking". La testimonianza è di un collega di Vanessa Ballan, impiegati insieme tra gli scaffali dell’Eurospin di Riese. La quotidianità lavorativa per la 26enne uccisa dal suo ex amante era diventata un incubo, come hanno confermato i dipendenti del supermercato, visibilmente scossi dalla tragedia. Alcuni di loro, molto legati a Vanessa, fanno fatica a trattenere le lacrime nel ricordare l’amica. "Lui veniva qui spesso. Magari lo faceva con la scusa di comprare anche solo un prodotto, c’erano alcuni giorni in cui lo vedevamo anche quattro volte in una mattinata. Lei, ovviamente, reagiva infastidita e nell’ultimo periodo aveva proprio il terrore", spiega l’impiegato.

Il killer 41enne di origini kosovare e la 26enne nata a Riese si erano conosciuti all’interno del negozio nel 2022, poi avevano avuto una storia che la vittima ha interrotto dopo la scorsa estate. Da lì è cominciato il calvario, terminato con l’omicidio.

Vanessa, dipendente da alcuni anni nel market, era in maternità da tre settimane (era incinta di tre mesi) e di recente aveva consegnato un certificato medico al direttore, tra i più sconvolti dalla tragedia. "Mi aveva portato qualche giorno fa il certificato medico, quindi può immaginare adesso che immagine mi rimane di lei, da esserci a non esserci più" ha commentato Alberto Pompeo, il direttore della filiale nelle campagne trevigiane.

"Lei era in via cautelativa in maternità su direttive dell’azienda. Come ci si possa accanire su una ragazzina? Aveva un sorriso e occhi stupendi, portava ogni giorno il buonumore qua. È la prima volta che sento una cosa del genere: questo signore qui è un criminale, è uno schifo".

Davanti alla villetta bifamiliare, dove la giovane mamma è stata pestata e trucidata, ieri il viavai di reporter, cameraman, curiosi e forze dell’ordine era incessante. I vicini di casa si sono affacciati, ma la voglia di ripercorrere le ultime ore era soffocata dal dolore. Solo una frase, veloce, lanciata dalla finestra socchiusa da una donna, racconta nuovamente quanto questa morte fosse evitabile. "Se avevo notato qualcosa? Ho visto il sospettato una settimana fa che gironzolava qua fuori, cercava Vanessa".