Vanessa Ballan, un’altra giovane madre uccisa. Il piano feroce del killer e la procura ammette: caso sottovalutato

Bujar si è mosso in bici per evitare i sistemi di rilevamento delle targhe. Il mea culpa del procuratore: "La sua condotta fa pensare alla premeditazione"

Treviso, 21 dicembre 2023 – La domanda, dopo l’ennesimo femminicidio, aleggia sulla procura di Treviso: Vanessa Ballan poteva essere salvata? Il procuratore capo Marco Martani risponde così: "Dopo la denuncia della 26enne per stalking contro il 41enne Fandaj Bujar, la valutazione fatta era di non urgenza, cosa purtroppo che si è rivelata infondata. A posteriori, sì, c’è stata una sottovalutazione. Cercheremo di capire cosa non ha funzionato".

Vanessa Ballan con il marito Nicola Scapinello
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La relazione clandestina

Per arrivare al fatale errore di valutazione, bisogna riavvolgere il nastro al 2022, quando Vanessa e il suo presunto killer si conoscono e iniziano una storia. Alla fine dell’estate scorsa, però, lei decide di troncare questo rapporto. Da quel momento inizia un pressing costante da parte dell’imbianchino, ora in carcere a Treviso. Minacce, ricatti hot, pedinamenti, sms: uno stalking tale da spingere la vittima a svelare il tradimento al marito 28enne, il piastrellista Nicola Scapinello. "Fino a quel momento aveva sopportato le molestie, per celare il segreto", dice il pm. I due insieme, il 26 ottobre scorso, vanno dai carabinieri e raccontano il calvario che lei sta vivendo.

Nessuna restrizione

I carabinieri sequestrano i cellulari di Bujar (lui stesso rivela di avere "video compromettenti, coi quali ricattava Ballan") per scovare tracce di reato, visto che la donna aveva cancellato ogni scambio di chat per non essere scoperta dal marito. "Le denunce da Codice Rosso – ha spiegato Martani – vengono trattate dal magistrato di turno, che poi passa il fascicolo al magistrato del gruppo ’fasce deboli’. Nel giro di un giorno era stata fatta la perquisizione e passato il fascicolo al magistrato competente, il quale non aveva ritenuto ci fossero gli elementi per la richiesta di una misura cautelare, ma aveva deciso di approfondire le indagini chiedendo i tabulati del telefono di lui. L’unica misura che avrebbe potuto impedire l’aggressione sarebbe stato il carcere, un provvedimento per il quale non vi erano elementi sufficienti".

La prima irruzione

Se dal 26 ottobre scorso le attività persecutorie di Bujar erano quasi sparite, ci sono due eventi che lasciano perplessi sul fatto che non siano stati presi provvedimenti contro di lui. Il primo è un’irruzione nella casa della coppia: "L’indagato ha scavalcato la recinzione invadendo la proprietà", spiega il procuratore. La seconda è un’aggressione, confermata dalle colleghe dell’Eurospin, sul luogo di lavoro. "L’ha spinta e le ha detto ’ti ammazzo’, ma il pericolo per l’incolumità secondo noi non c’era", spiega il pm.

La nuova gravidanza

Vanessa aspettava da 3 mesi il secondo figlio e questo può essere un ulteriore innesco che ha scatenato l’ira dell’ex amante respinto. "È un’ipotesi – prosegue il magistrato –, ma nella denuncia di stalking non si fa cenno alla gravidanza. Essendo i loro rapporti già interrotti, lui potrebbe averlo scoperto al lavoro da lei".

Il piano diabolico

Tra le aggravanti dell’accusa di omicidio contestato a Bunjar c’è la premeditazione. Ecco gli elementi in mano agli inquirenti. L’uomo viene ripreso mentre scavalca il recinto di casa Scapinello-Ballan con un borsone, dove dentro verranno trovati un martello (col quale ha sfondato la portafinestra), due coltelli presi da casa sua (con uno ha ammazzato Vanessa) e altri strumenti da scassinatore. Poi Bujar – che arriva e scappa in bicicletta per non far registrare targhe di veicoli nel tragitto – subito dopo il delitto spegne il cellulare. E alle 21 telefona al 112 togliendo la scheda sim, rendendosi così non localizzabile: "Sono stato io, domani mi consegno ai carabinieri di Riese". Ma viene fermato a casa, mentre si lava i segni sul corpo. Il passaporto era pronto sul mobile, così come una nuova utenza telefonica, comprata il giorno prima: la fuga era apparecchiata.

La mattanza in casa

Il delitto è stato compiuto tra le 11.21 (ultimo messaggio al quale Vanessa risponde) e le 11.47 (messaggio del marito con una sola spunta). Il killer l’ha presa a pugni in volto poi l’ha massacrata con 7 coltellate profonde, tanto che ha riportato una ferita tra pollice e indice, "tipica di un’azione di accoltellamento estremamente potente".