Femminicidio parola del 2023 per la Treccani: quando è entrata nella nostra lingua

L’Istituto dell’Enciclopedia italiana spiega il perché della scelta, che non c’entra con la “frequenza d’uso in termini quantitativi”

Roma, 28 dicembre 2023 - Femminicidio scelta come parola dell’anno 2023 per la Treccani, l’istituto dell’Enciclopedia italiana, nella campagna di comunicazione #leparolevalgono, volta a promuovere un uso corretto e consapevole della lingua.

La scelta, spiega Treccani, evidenzia l’urgenza di porre l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere, per stimolare la riflessione e promuovere un dibattito costruttivo intorno a un tema che è prima di tutto culturale.

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Femminicidio parola dell'anno 2023 per la Treccani
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“Come Osservatorio della lingua italiana – spiega infatti Valeria Della Valle, direttrice scientifica insieme a Giuseppe Patota  – non ci occupiamo della ricorrenza e della frequenza d’uso della parola femminicidio in termini quantitativi, ma della sua rilevanza dal punto di vista socioculturale: quanto è presente nell’uso comune, in che misura ricorre nella stampa e nella saggistica? Purtroppo, nel 2023 la sua presenza si è fatta più rilevante, fino a configurarsi come una sorta di campanello d’allarme che segnala, sul piano linguistico, l’intensità della discriminazione di genere”.

La storia della parola ‘femminicidio’

Il termine, ricorda Treccani, “ha fatto la sua comparsa nella nostra lingua nel 2001 (e fu registrata nei Neologismi Treccani del 2008): da allora si è esteso a macchia d’olio quanto il crimine che ne è il referente”.