I carabinieri in piazza Meardi a Voghera (Pavia) intervenuti dopo la sparatoria
I carabinieri in piazza Meardi a Voghera (Pavia) intervenuti dopo la sparatoria
di Stefano Zanette VOGHERA (Pavia) La lite, lo sparo, la morte, l’arresto. Fuori da un bar, in piazza Meardi a Voghera. Erano circa le 22 di martedì, una serata fino ad allora tranquilla. Poca la gente in giro. L’assessore comunale alla Sicurezza, Massimo Adriatici, 47enne avvocato ed ex poliziotto, era arrivato in piazza, come pare facesse spesso, proprio per andare dai baristi ed esercenti che a lui si rivolgevano per chiedere aiuto per i loro problemi, fra cui quelli causati dai non pochi senza fissa dimora che stazionano giorno e notte sulle panchine, sempre ubriachi, molestando...

di Stefano Zanette

VOGHERA (Pavia)

La lite, lo sparo, la morte, l’arresto. Fuori da un bar, in piazza Meardi a Voghera. Erano circa le 22 di martedì, una serata fino ad allora tranquilla. Poca la gente in giro. L’assessore comunale alla Sicurezza, Massimo Adriatici, 47enne avvocato ed ex poliziotto, era arrivato in piazza, come pare facesse spesso, proprio per andare dai baristi ed esercenti che a lui si rivolgevano per chiedere aiuto per i loro problemi, fra cui quelli causati dai non pochi senza fissa dimora che stazionano giorno e notte sulle panchine, sempre ubriachi, molestando commercianti e avventori.

Youns El Boussetaoui, 39enne marocchino, irregolare e senza fissa dimora, con una lunga lista di precedenti di polizia per una varietà quasi infinita di reati, era appena stato respinto proprio da un barista, nel frattempo rientrato all’interno del locale. L’assessore lo vede davanti al bar mentre dà fastidio ad altre persone. Prende il telefono e chiama la polizia, per chiedere un intervento sul posto di una pattuglia del commissariato. Le sue parole al telefono vengono sentite anche dal 39enne marocchino. "Stai chiamando la polizia?", gli chiede avvicinandosi con fare minaccioso. Fino a lì, stando a quanto ricostruito, è il politico la vittima di un’aggressione. Però l’assessore è armato, porta con sé, regolarmente, una Beretta modello 21H, calibro 22 "corta". Stando alle prime ricostruzioni e a quanto racconta, viene colpito da un pugno e da uno spintone, si sbilancia e cade a terra. Dalla pistola viene esploso un colpo, evidentemente già in canna. Il piccolo proiettile colpisce il marocchino in pieno torace, appena sopra al cuore.

Sono le 22.17 quando vengono attivati i soccorsi e la centrale del 118 manda sul posto in codice rosso un’ambulanza e l’automedica con rianimatore a bordo. Le condizioni del ferito inizialmente non sembrano particolarmente gravi, viene portato con l’ambulanza in codice giallo all’ospedale di Voghera, dove dopo circa un’ora però il ferito muore. In piazza Meardi intervengono i carabinieri, sia della Compagnia di Voghera che del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pavia. L’assessore viene portato nella caserma dei carabinieri della città, dove alla presenza dell’avvocato, Adriatici rilascia dichiarazioni e risponde puntualmente alle domande del magistrato, il sostituto procuratore Roberto Valli. Una lunga nottata, durante la quale i carabinieri raccolgono anche le deposizioni di testimoni presenti nel momento in cui la Beretta fa fuoco.

Chi ha parlato avrebbe confermato la ricostruzione dell’assessore: l’aggressione dell’ubriaco e poi il colpo partito accidentalmente. Nei confronti di Massimo Adriatici scatta l’arresto. L’ex poliziotto finisce ai domiciliari, inizialmente per omicidio volontario. Successivamente dalla Procura trapela l’intenzione di modificare il capo d’accusa in quello meno grave di eccesso colposo di legittima difesa, che oggi sarà formalizzato nella richiesta di convalida, con l’udienza prevista domani.