di Roberto Giardina Ultimo duello per la successione a Frau Angela, anzi un Triell, neologismo per triello, una sfida a tre ma i giochi a una settimana dal voto sembrano fatti. Con un sondaggio a caldo che dà la vittoria al socialdemocratico Scholz che ha convinto il 42% degli spettatori (Armin Laschet della Csu-Cdu al 27% e la verde Baerbock al 25%). Peraltro Laschet è andato meglio del confronto della settimana scorsa. Ha messo in guardia contro una pericolosa scivolata a sinistra, se dovesse vincere il...

di Roberto Giardina

Ultimo duello per la successione a Frau Angela, anzi un Triell, neologismo per triello, una sfida a tre ma i giochi a una settimana dal voto sembrano fatti. Con un sondaggio a caldo che dà la vittoria al socialdemocratico Scholz che ha convinto il 42% degli spettatori (Armin Laschet della Csu-Cdu al 27% e la verde Baerbock al 25%). Peraltro Laschet è andato meglio del confronto della settimana scorsa. Ha messo in guardia contro una pericolosa scivolata a sinistra, se dovesse vincere il socialdemocratico Olaf Scholz. Potrebbe essere tentato di formare una coalizione a tre, con i Verdi e la Linke, erede del Pc della scomparsa Ddr comunista, come quella che ha governato Berlino negli ultimi 5 anni, con pessimi risultati. Scholz non ha sprecato parole: se eletto favorirà le famiglie, garantirà le pensioni in pericolo per i tassi troppo bassi voluti della Banca centrale europea, e aumenterà la paga minima oraria, da 9,60 euro ad almeno 12. Oggi, 2,5 milioni di tedeschi guadagnano meno di 2mila euro al mese, appena sopra la soglia di povertà. Non può deludere l’ala sinistra del suo partito, che non lo ha mai gradito, lo considera il figlioccio della Merkel, che non sarebbe un complimento. Ma Scholz sa che ogni voto guadagnato a sinistra ne costa tre a centro. La verde Annalena Baerbock ha puntato sul clima, senza riuscire a rassicurare: punire l’auto quanti posti di lavoro costerà? A Pasqua era la sicura vincitrice, ma è riuscita a portare i suoi Verdi dal 30 al 15, per una serie di errori che dimostrano la sua immaturità. Solo il 13 per cento la considera in grado di guidare la Germania.

Il 40 per cento ha già votato per lettera, un altro terzo potrebbe non andare a votare, quanti voti può ancora spostare l’ultimo Triell? In base al sondaggio di ieri, Scholz arriverebbe al 26, Laschet al 22, ma il margine di errore è del 3, Armin può sperare in un miracolo. Annalena è al 15, i populisti dell’estrema destra all’11 come i liberali, la Linke è al 6 e rischia di non superare lo sbarramento del 5. Sarà necessaria per la prima volta una coalizione a tre. Scholz preferirà i liberali, o la Linke come vuole la base del suo partito? O i Verdi che rimangono imprevedibili, divisi tra pragmatici come a Stoccarda, dove sono al potere da otto anni, trovando un compromesso con la Daimler, e i fondamentalisti come a Berlino, che vorrebbero le città libere dalle auto? Ieri In tv, Annalena è stata abile a non schierarsi, forse troppo. Si prevedono lunghe consultazioni, fino a gennaio. Un vuoto di potere per la Germania e per l’Europa.