Ketamina, cos'è la sostanza risultata fatale per Matthew Perry. I rischi e gli effetti sulla salute

Impiegata come anestetico per le operazioni chirurgiche o per la terapia di alcune malattie psichiatriche, è usato come stupefacente perché induce dissociazione tra mente e corpo

Roma, 16 dicembre 2023 – Una terribile fatalità: l'attore Matthew Perry, scomparso all'improvviso a 54 anni lo scorso 28 ottobre, è morto nella sua vasca idromassaggio per via di "effetti acuti" indotti dalla ketamina, un farmaco analgesico-dissociativo, di origine sintetica, presente nel Listino dei medicinali essenziali per gli ospedali stilato dal World Health Organization. Andando in ordine crescente per quantità assunta da una persona, la ketamina può avere tre utilizzi: per il trattamento antidepressivo (o di altre patologie psichiatriche), come stupefacente e, infine, come anestetico nell'ambito delle operazioni chirurgiche e veterinarie.

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Media: Matthew Perry morto per effetti della ketamina (Ansa)
Media: Matthew Perry morto per effetti della ketamina (Ansa)

Uso stupefacente

Al netto di somministrazioni controllate e cadenzate in ambito medico, che sia come aiuto farmacologico nella cura alle patologie psichiatriche o come anestetico in ospedale, la ketamina ha da tempo assunto un ruolo rilevante tra gli stupefacenti per via della sensazione di "dissociazione tra mente e corpo" che induce agendo sul sistema nervoso centrale. 

Effetti sulla mente

Durata e pesantezza degli effetti dipendono molto dalla forma di assunzione scelta. In linea di massima, la reazione alla ketamina è immediata e si protrae per un arco di tempo che va dai 40 minuti, specie se iniettata per endovena, fino a un'ora piena se sniffata. A livello psichico, le sensazioni che si provano variano in base allo stato d'animo di partenza e all'ambiente in cui ci si trova al momento di prendere la sostanza, oltre che alla qualità della stessa. Euforia, scioltezza nei movimenti, confusione sensoriale ma anche allucinazioni e, nei casi peggiori, le cosiddette "esperienze pre-morte" (o NDE, near death experience), una sorta di abbandono totale del controllo sul proprio corpo. Le conseguenze ulteriori dipendono dal tipo di esperienza vissuta sotto l'effetto della droga: disorientamento, ansia, agitazione e crisi di panico.

Effetti sul corpo

Da un punto di vista fisiologico, l'uso della ketamina provoca vertigini, torpore agli arti, perdita di coordinazione motoria e della percezione sensoriale o al contrario rigidità muscolare, calo della temperatura corporea. A dosaggi più alti, può corrispondere anche l'arresto respiratorio. Sembrerebbe quest'ultimo il caso dell'interprete di Chandler Bing. Secondo le analisi svolte dal medico legale del Los Angeles County Department of Medical Examiner, nel suo corpo al momento della morte erano presenti 3.271 nanogrammi per millilitro di sostanza, livelli pari a quelli ad uso anestetico in ospedale.

Il mix con la buprenorfina

In realtà, così come certificato dal referto medico, Perry "non assumeva stupefacenti da 19 mesi". L'uso di ketamina si spiega con la terapia innovativa ad infusione che la star aveva iniziato a seguire per curare i suoi disturbi di ansia e depressione – veniva purtroppo da un passato fatto di abuso di alcol e sostanze, come raccontato nel memoir ‘Friends, amanti e la Cosa Terribile’ (Feltrinelli). L'utima sessione con il medico risaliva a una settimana e mezzo prima della morte, ma questo non è sufficiente a spiegare la quantità del farmaco, che in genere viene metabolizzato in poche ore, rilevata con l'autopsia. È probabile però che la ketamina si sia aggiunta una serie di altre condizioni in cui versava l'attore, a partire dai problemi coronarici e all'assunzione di buprenorfina, comunemente usata per il trattamento di recupero degli ex-dipendenti da oppioidi. Il fisico di Matthew, già molto suscettibile alle droghe, potrebbe non aver retto questo mix.