Ilaria Salis, Salvini: “Assurdo che faccia la maestra, assaltò anche nostro gazebo”. Il legale: “No, fu assolta”

Il vice premier sul caso della 39enne detenuta in Ungheria: “Le catene non si possono vedere ma se colpevole non può insegnare”. Il padre: “Fuori luogo”. Il vice della Lega, Crippa: “Salis non sembra un’educanda”. Della vicenda si occuperà anche il Parlamento Ue

Bruxelles, 31 gennaio 2024 – Salvini interviene sul caso di Ilaria Salis e da un lato parla di catene che “non si possono vedere”, dall’altro solleva la questione dell’incompatibilità con l’insegnamento qualora la 39enne fosse giudicata colpevole. "E' fondamentale chiedere condizioni di detenzione civili, umane, rispettose e un giusto processo. Spero che si dimostri innocente perché qualora fosse ritenuta colpevole di atti di violenza imputabili a un insegnante elementare che gestisce il presente e il futuro di bimbi di sei, sette, otto anni sarebbero assolutamente gravi. Il fatto che poi sia a processo anche in Italia per altri episodi di violenza e altre aggressioni sicuramente è spiacevole. Però le catene in un tribunale non si possono vedere", dichiara il vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, in un punto stampa a Bruxelles.

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"Quindi bene fa il governo italiano a chiedere il rispetto dei diritti di colei che è presunta innocente fino a prova contraria”. Ma aggiunge: “Poi, da sinistra, chi invoca l'indipendenza della magistratura in Italia ovviamente immagino abbia lo stesso rispetto per le magistrature di altri paesi europei". 

Salvini: “Assurdo che faccia la maestra”

Meno istituzionale il linguaggio che Salvini avrebbe usato parlando a Repubblica.it. "È assurdo che questa Salis in Italia faccia la maestra. Non può fare quel lavoro. Ora stiamo per dare la notizia che già nel 2017 questa signora aveva assaltato un gazebo della Lega a Monza. Vedete? Vi pare normale che una maestra elementare vada in giro per l'Europa, e adesso scopro anche in Italia, a picchiare e sputare alla gente?”. 

Il padre di Ilaria Salis: “Fuori luogo”

"L'uscita di Salvini mi è parsa fuori luogo – commenta il padre di Ilaria, Roberto Salis – Va bene tutto ma non si possono fare dichiarazioni di questo tipo”. 

Il caso del gazebo della Lega

La vicenda dell’assalto al gazebo leghista è esplicitato in una nota del Carroccio. Secondo quanto riporta il partito di Salvini “il 18 febbraio 2017, a Monza, un gazebo della Lega veniva assaltato da decine di violenti dei centri sociali, e le due ragazze presenti attaccate con insulti e sputi da un nutrito gruppo di facinorosi”. “Per quei fatti Ilaria Salis è finita a processo – recita ancora la nota -, riconosciuta dalle militanti della Lega. Le sue vicissitudini offrono l'opportunità di ribadire che il legittimo esercizio del dissenso non può mai sfociare in episodi di violenza, soprattutto come quelli messi in atto contro giovani indifese aggredite da un branco come successo a Monza”.

Un coinvolgimento citato anche dal vicesegretario della Lega Andrea Crippa. "Al di là delle brutte immagini di una persona incatenata in un tribunale e del doveroso impegno per garantire il rispetto dei diritti, Ilaria Salis non sembra una educanda. Oltre al processo in Ungheria spunta un'altra grana giudiziaria per un assalto a delle militanti della Lega. Prima che la sinistra e i suoi giornali la trasformino in Madre Teresa, possiamo sapere se questa insegnante ha anche altri precedenti?”, chiede Crippa.

Ma il legale della 39enne si affretta a smentire. “Ilaria Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto in relazione all'episodio dell'aggressione al gazebo della Lega nel 2017”, chiarisce all’Ansa l'avvocato Eugenio Losco. “La signora Salis non è stata affatto individuata dalle due militanti della Lega ma solo individuata come partecipante al corteo che si svolgeva quel giorno a Monza da un video prodotto in atti. Il giudice nella sentenza ha specificato che risulta aver partecipato solo al corteo senza in alcun modo aver partecipato all'azione delittuosa di altre persone nè di aver in qualche modo incoraggiato o supportato altri a farlo”.

Tajani: “Noi siamo garantisti”

Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia), “finché non c'è una condanna in giudicato, una persona è innocente. Noi siamo garantisti. Non tocca al governo entrare nel merito della vicenda giudiziaria, rispettiamo le decisioni della magistratura ungherese ma chiediamo il rispetto delle normative comunitarie sulla detenzione”. 

La vicenda approda al Parlamento europeo

Intanto il caso Ilaria Salis arriva a Strasburgo. Lunedì pomeriggio alla plenaria del Parlamento europeo si dovrebbe tenere un dibattito, preceduto da un intervento di un rappresentante della Commissione Ue, sulla vicenda. Il dibattito dovrebbe essere messo in agenda lunedì subito dopo l'apertura dei lavori.

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