Caso Salis, il difensore: "Atti non tradotti. Violati i diritti di Ilaria"

L’avvocato Magyar: le perizie non sono state tradotte

Budapest, 31 gennaio 2024 – Non c’è solo il peso delle catene per Ilaria Salis. Uno dei suoi avvocati, György Magyar, ha raccontato che, oltre alle condizioni disumane in carcere, il problema principale per la 39enne brianzola, dietro le sbarre di Budapest da quasi un anno con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un paio di neonazisti in Ungheria, è la mancata traduzione degli atti giudiziari che non permette una preparazione adeguata dell’imputata e della sua difesa nello svolgimento del processo.

Ilaria Salis in tribunale
Ilaria Salis in tribunale

Le immagini di Salis in tribunale hanno fatto il giro del mondo, così come le dichiarazioni dell’amica Carmen Giorgio sulle condizioni carcerarie in Ungheria. Avvocato, ritiene che sia un trattamento particolarmente duro?

"Noi ’vecchi’ avvocati non siamo sorpresi, ma per uno straniero è sconcertante. Questa donna è trattata come una terrorista, anche se è solo un’attivista che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica contro il fascismo partecipando a varie azioni di protesta. Lei non è una terrorista, non è una criminale e non dovrebbe essere trattata come tale. In Ungheria siamo abituati a vedere immagini del genere, all’estero però è diverso".

Per quanto riguarda le condizioni di detenzione, Giorgio, ex compagna di cella di Salis, ha detto a ’Repubblica’ che la 39enne “dorme su letti pieni di cimici, è rinchiusa con detenuti con disagi mentali, il cibo è immangiabile e le guardie urlano sempre con lei“. Lei può dire qualcosa sulla situazione di Salis in carcere?

"Posso confermare quanto è stato dichiarato. Salis è il tipo di persona che non si lamenta, che tollera il suo destino".

In che senso?

"Quando le abbiamo proposto di chiedere il rilascio su cauzione o gli arresti domiciliari, all’inizio si è opposta. Ha rifiutato anche quando le abbiamo suggerito di rivolgerci ai media, nonostante tutta la sofferenza. Ma il problema più grande è che lei è una ragazza italiana e, anche se parla molte lingue, l’italiano è la sua madrelingua".

Questo che cosa comporta ai fini processuali?

"La legge dice che tutti gli imputati devono ricevere gli atti tradotti nella loro madrelingua, ma Salis finora non ha avuto accesso a nessuno dei documenti relativi al processo in italiano. Nonostante le nostre continue richieste, le autorità non le hanno fornito l’accesso a perizie, testimonianze e registrazioni in italiano. Si tratta di una gravissima violazione di un diritto protetto dalla Costituzione, di una totale limitazione del diritto di difesa".

A oggi, quindi, nessun atto è stato tradotto in italiano e consegnato alla difesa?

"A oggi no. Il tribunale vuole risolvere la questione presentando tutti gli atti anche in italiano all’udienza, ma non è assolutamente la stessa cosa. Comunque andrà, dovrò rivolgermi alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea, perché ostacolare la difesa in questo modo è inaccettabile".