Ilaria Salis, chiamata Meloni-Orban. Tajani: “Violate le norme comunitarie”. Lollobrigida: “Non ho visto, non commento”

Il ministero degli Esteri: “Sia rispettata e si valutino gli arresti domiciliari”. L’Ungheria: no comment. Il padre: “L’ambasciata sapeva delle catene”. Schlein: “ Meloni spezzi questo silenzio a difesa della dignità di una donna italiana”. M5s chiede che la premier riferisca in aula alla Camera. Crippa: “Ogni Paese punisce come vuole”. La Russa: “In Italia sistema non molto dissimile”

Roma, 30 gennaio 2024 – Si muove la Farnesina per Ilaria Salis, l'italiana detenuta a Budapest e portata in aula di tribunale in catene, mentre il caso infiamma lo scontro politico. Giorgia Meloni – secondo quanto si apprende – avrebbe avuto un colloquio telefonico con il primo ministro ungherese Viktor Orban in cui si sarebbe toccato anche l’argomento. Intanto le opposizioni accusano il governo e soprattutto la premier di non prendere le distanze dall’”amico” Orban.

Ma il vicepremier Antonio Tajani dice: lui “non c'entra niente. Non è che il governo decide il processo, la magistratura è indipendente”. Si trincera dietro un “non ho visto” le immagini delle catene e “non commento cose che non ho visto”, invece, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Dichiarazioni che sollevano un ulteriore putiferio nelle file dell’opposizione. E il presidente del Senato La Russa, durante il dibattito in Aula, sottolinea: “Il problema riguarda la dignità dei detenuti. Anche in Italia ho avuto notizia di un sistema non molto dissimile”. In una nota, il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, ha scritto: "Spiace per il trattamento riservato a Ilaria Salis e ci auguriamo sappia dimostrare la propria innocenza. Però ogni Paese punisce come vuole e non compete a me giudicare quello che si fa in altri paesi".

Ilaria Salis in tribunale a Budapest e il particolare delle catene ai piedi (Ansa)
Ilaria Salis in tribunale a Budapest e il particolare delle catene ai piedi (Ansa)

La Farnesina: “Sia rispettata e si valutino i domiciliari”

Il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, ha convocato al Ministero degli Esteri l'incaricato d'Affari della Repubblica di Ungheria. “Nel ribadire la protesta del Governo italiano per le condizioni” in cui la 39enne maestra è detenuta e viene trattenuta nelle udienze, Guariglia “ha espresso la ferma aspettativa del Governo” affinché le sia accordato “al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse misure alternative alla detenzione in carcere”.

L'ambasciatore Guariglia ha anche richiamato i principi cardine previsti dalla normativa europea e internazionale relativi al rispetto delle garanzie a tutela della dignità delle condizioni detentive, incluse le modalità di traduzione degli imputati in tribunale e delle garanzie di un equo processo. Il segretario generale si è inoltre soffermato sull'assoluta necessità che “alla signora Salis e ai suoi legali siano garantiti l'accesso alla traduzione in italiano degli atti di accusa, come già richiesto dalla difesa, e la visione del video di sorveglianza alla base dell'imputazione, per assicurare il pieno godimento del diritto alla difesa e un equo processo”. Guariglia ha infine confermato che l'Ambasciata a Budapest continuerà ad assicurare ogni assistenza a Ilaria Salis e ai suoi familiari, in collaborazione con i suoi legali.

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L’Ungheria: no comment

“Non commentiamo, sono questioni delicate”, spiegano intanto fonti diplomatiche ungheresi interpellate dall'Ansa. Budapest non ha confermato inoltre che ci sia in programma un bilaterale per discutere del caso tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese, Viktor Orban a margine del vertice dei 27 di giovedì a Bruxelles.

Tajani: “Sul rispetto dei diritti non possiamo transigere”

In mattinata sul caso dell’insegnante di Monza da 11 mesi in carcere, è ritornato lo stesso ministro degli Esteri, annunciando sia l’intervento del nostro ambasciatore a Budapest sia la convocazione del rappresentante diplomatico ungherese in Italia. "Non vogliamo interferire con la vicenda giudiziaria, ma sul rispetto dei diritti non possiamo transigere. Questa volta mi sembra che si sia ecceduto", – ha detto Antonio Tajani, intervenendo a Radio anch'io. Si tratta di "violazione delle norme comunitarie" e non è "in sintonia con la nostra civiltà giuridica", ha aggiunto. 

"Il rispetto di un detenuto deve sempre esserci”, ha rimarcato ancora Tajani, sottolineando che se verrà giudicata colpevole "deve scontare la pena, ma il rispetto della persona, anche di un detenuto, deve esserci come di qualsiasi persona umana". 

Della vicenda Salis, spiega ancora Tajani, "abbiamo già parlato con il governo dell'Ungheria. Nell'ultimo Consiglio europeo degli Affari esteri ho consegnato un documento al governo ungherese, chiedendo che si vigilasse sul rispetto delle regole". "Noi non lasceremo la nostra concittadina in una condizione di mancato rispetto” e su questo “non possiamo transigere". "Si vedrà se si potranno ottenere gli arresti domiciliari e poi se si potrà portare in Italia per scontare la pena".

Lasciando Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, intorno all’ora di pranzo, Tajani non si è poi sottratto alle domande dei giornalisti: “Se ho parlato con Meloni” del caso di Ilaria Salis “visto il rapporto che c'è con Orban? Se vogliamo parlare in punta di diritto, Orban non c'entra niente. Non è che il governo decide il processo. La magistratura è indipendente”, ha spiegato il ministro. “Il problema – ha concluso il titolare della Farnesina – è vedere se sono state rispettate le regole prima o dopo, non è che noi possiamo intervenire, l'Ungheria è uno Stato sovrano. Noi possiamo soltanto fare delle proteste” sulle modalità di trattamento dei detenuti.

Il padre di Ilaria Salis

Il padre della donna invece polemizza con la nostra ambasciata in Ungheria. "Credo che l'Ambasciata italiana abbia partecipato ad almeno quattro udienze in cui mia figlia è stata portata in queste condizioni davanti al giudice – dice Roberto Salis ad Agorà Rai Tre – . Noi fino al 12 ottobre, quando mia figlia ha scritto una lettera, non avevamo evidenza del trattamento che stava subendo nostra figlia. Gli unici che lo sapevano e non hanno detto nulla sono le persone dell'Ambasciata italiana in Ungheria". L’uomo racconta quindi che per la mattina è stato fissato un “appuntamento con l'ambasciatore”. “Mi aspetto delle azioni, abbiamo fatto tante chiacchiere. Questa è la prima volta che ho il piacere di parlare con l'ambasciatore. Evidentemente in questi 11 mesi ha avuto impegni molto più gravosi che occuparsi di mia figlia”, conclude.  Salis ha denunciato anche: "Sta crescendo un'onda per cercare di screditare le azioni di mia figlia". Il padre di Ilaria al podcast 'Metropolis' di Repubblica ha detto: "Stanno girando foto di un reato commesso in Ungheria per cui mia figlia non è accusata".

La Russa

Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interviene sul caso Salis durante il dibattito in Aula. “Il problema riguarda la dignità dei detenuti, che deve stare a cuore a tutti, in Ungheria e in ogni altra parte del mondo, compresa l'Italia – dice -, dove io pochi giorni fa ho visto e ho notizia di un sistema non molto dissimile, almeno per gli uomini, un po' meno per le donne, cioè di guinzaglio e di manette, ma non ai piedi". E aggiunge: "Credo che il problema anziché essere incentrato solo su un aspetto internazionale e lo dobbiamo porre anche in Italia". La Russa incontrerà il 2 febbraio il padre di Ilaria Salis: “Non ho potuto vederlo prima perché partiva per l’Ungheria”, spiega in Aula. “Gli riferirò la sintesi di quanto detto oggi” anche durante il dibattito.

L’appello di Fiorello e la petizione

A lanciare un appello per un intervento in favore della donna, stamattina, c’è stato anche Fiorello durante la trasmissione ‘Viva Rai2’ (“È in carcere da un anno e non ha fatto niente”). Intanto in migliaia stanno firmando la petizione lanciata online per riportarla in Italia.

Le opposizioni

"Vorremmo una parola chiara da parte di Giorgia Meloni, che ha spesso vantato la sua amicizia con Orban. Ricordiamo che l'Ungheria è stata più volte messa sotto accusa a livello europeo per il mancato rispetto dei principi dello Stato di diritto, e su questi temi è stata troppo spesso difesa da Giorgia Meloni, sua alleata. Ma non può essere così quando eè evidente che il mancato rispetto dei diritti colpisce sulla pelle una cittadina italiana", ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Speriamo che Meloni spezzi questo silenzio a difesa della dignità di una donna italiana", aggiunge, per poi concludere: "Anche questa vicenda dimostra che Meloni ha sempre scelto gli amici e alleati sbagliati".

Chiede invece “un'informativa urgente alla Presidente del Consiglio” il M5s. “La gravità della situazione richiede informazioni e interventi immediati. Vogliamo capire se il governo, tramite la Farnesina, già sapeva delle condizioni di Ilaria. Ci auguriamo che Giorgia Meloni metta gli interessi dei cittadini italiani prima di quelli di Orban”, dice il capogruppo Francesco Silvestri all’Ansa. "Le immagini di una cittadina italiana trascinata in catene in un Paese dell'Unione europea dopo un anno di detenzione in condizioni ignobili sono intollerabili – aggiungono i deputati pentastellati delle commissioni Esteri di Camera e Senato – . Il Movimento 5 Stelle ha depositato una settimana fa un'interrogazione al governo, che è stata ignorata. Chiediamo quindi che la presidente del Consiglio venga subito in aula a riferire".

Parla di inaccettabile silenzio del governo il Pd. “Pensiamo che a questo punto serva un intervento della presidente Meloni nei confronti del presidente Orban: non è accettabile che una cittadina italiana sia trattata in un tribunale europeo nel modo in cui è stata trattata Ilaria Salis”, dice il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.