30 gen 2022

Il risentimento gioca brutti scherzi

Si è soliti attribuire al leader storico del socialismo italiano, Pietro Nenni, un avviso che suona più o meno così: "La politica non si fa con i sentimenti, figuriamoci con i risentimenti". Ebbene, è esattamente quello che ha fatto l’impolitico capo dei grillini. In preda a un furore di vendetta nei confronti di Mario Draghi, per la defenestrazione di un anno fa da Palazzo Chigi, l’ex avvocato del popolo è salito sulla stessa giostra tragica di Matteo Salvini: da lì è stato tutto un bruciare nomi eccellenti, con impreviste alleanze multiple.

Il risultato è quello di una leadership inesistente nel M5s: a spingere per il Mattarella-bis o per Draghi è stato Luigi Di Maio, il vero leader dei 5 Stelle.

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