Lunedì 20 Maggio 2024

Il martirio degli operai. La centrale restituisce anche l’ultimo corpo. Le sette vite spezzate

Il 68enne Garzillo, in pensione da un anno, trovato vicino a una turbina. Ora a Suviana la fase due: togliere l’acqua per dare il via alla super perizia.

Il martirio degli operai. La centrale restituisce anche l’ultimo corpo. Le sette vite spezzate

Il martirio degli operai. La centrale restituisce anche l’ultimo corpo. Le sette vite spezzate

dall’inviata

Nicoletta Tempera

(Bologna)

Non ci può essere sollievo. Ma c’è la consapevolezza, quella sì, di aver fatto il massimo per restituire a famiglie spezzate dal dolore i corpi dei propri cari. Il pozzo nero di Suviana ha restituito, ieri mattina, anche i poveri resti di Vincenzo Garzillo. Alle 10, dopo 67 ore di ricerche ininterrotte, i sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a individuare e recuperare il corpo del tecnico sessantottenne napoletano. Era dove pensavano fosse. Dove era il suo posto di lavoro: al nono piano interrato della centrale idroelettrica Enel Green Power di Bargi, vicino alla turbina esplosa martedì pomeriggio.

Il suo corpo, come quello del trentasettenne Alessandro D’Andrea, presentava vistose ustioni, dovute con tutta probabilità alla fiammata partita dall’impianto e all’olio bollente sversato in quell’inferno di fuoco e terrore. Entrambi avevano la postazione al nono piano, a differenza degli altri due colleghi recuperati giovedì mattina, Adriano Scandellari e Paolo Casiraghi: loro erano impegnati al piano superiore, l’ottavo, come le prime tre vittime ritrovate nell’immediatezza dai soccorritori, Petronel Pavel Tanase, Mario Pisani e Vincenzo Franchina.

Non è chiaro come i due tecnici siano finiti di sotto, dove i sommozzatori hanno individuato, sommersi tra olio, macerie e detriti, i loro corpi: è possibile che si stessero dirigendo verso le vie di fuga e che siano stati sbalzati oltre la balaustra del piano dall’esplosione. Ipotesi soltanto, che non aggiungono altro che strazio alla ricostruzione, ancora tutta da definire, di questo tragico incidente. Poche ore prima del ritrovamento del corpo di Garzillo, Patrizia, sua moglie, aveva lasciato su Facebook un appello di straziante speranza: "Amore mio dove sei? Torna da noi", aveva scritto. Ma Enzo, come tutti lo chiamavano, non tornerà più. Anche lui inghiottito nel ventre della centrale. Qui lavorava come consulente esterno per conto della società di Ortona Lab Engineering, dove era approdato un anno fa, dopo la pensione: tecnico esperto, con alle spalle anni di lavoro alla centrale Enel di Presenzano, nel Casertano, oggi si occupava della riattivazione dei macchinari delle centrali idroelettriche.

Enzo è l’ultima vittima di una strage che, per dimensioni, ricorda quella della TyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007, dove morirono sette operai e uno rimase ferito. Se possibile, ad oggi il bilancio di Suviana è ancora peggiore: sette i morti, sette i feriti, di cui quattro in Rianimazione e uno solo di questi dichiarato fuori pericolo di vita soltanto da ieri mattina. Ora, chiuso il triste paragrafo delle ricerche, con "la prima urgenza, quella di restituire alle famiglie i propri cari" esaudita, come ha spiegato il direttore della Protezione civile Luigi D’Angelo, dovrà iniziare la fase 2 dell’intervento. Quella relativa alla bonifica del sito, per permettere ai periti che verranno nominati dalla procura di procedere agli accertamenti per stabilire le cause che hanno portato al disastro. Un lavoro che si annuncia molto lungo, vista la necessità di svuotare dall’acqua la porzione della centrale interessata dall’esplosione. In questi giorni tutto l’impianto è fermo. E così rimarrà per molto tempo. L’operazione di bonifica verrà messa in atto da Enel, sotto la supervisione della Regione e con l’ausilio, se necessario, di mezzi messi a disposizione dai vigili del fuoco.

Questo, però, è il prossimo futuro. L’oggi è fatto di dolore. "Parlerò col governatore Stefano Bonaccini: sicuramente ci sarà un momento di cordoglio ufficiale, ma ne parleremo successivamente", ha detto ieri l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, subito dopo il ritrovamento della settima vittima. "Oggi è il giorno del dolore, in cui forse finisce un’agonia per i familiari", le sue parole.