Giorgio Comaschi Qualcuno è mai riuscito a rimettere nella scatola di una medicina un ’bugiardino’ piegato bene? Se anche qualcuno risponde sì, noi non ci crediamo. I bugiardini delle medicine sono una trappola infernale a cui nessuno è mai riuscito a scampare negli anni. E con l’era del digitale, sono rimasti ormai gli unici oggetti ingovernabili quando devono essere piegati, dopo la scomparsa ormai delle cartine...

Giorgio

Comaschi

Qualcuno è mai riuscito a rimettere nella scatola di una medicina un ’bugiardino’ piegato bene? Se anche qualcuno risponde sì, noi non ci crediamo. I bugiardini delle medicine sono una trappola infernale a cui nessuno è mai riuscito a scampare negli anni. E con l’era del digitale, sono rimasti ormai gli unici oggetti ingovernabili quando devono essere piegati, dopo la scomparsa ormai delle cartine geografiche o stradali, che nessuno, una volta spiegate, è mai più riuscito a ripiegare. Rimanevano degli aborti di cartine gonfi, sbilenchi, tristemente accartocciati e senza dignità. Per il bugiardino è uguale, forse peggio. Non c’è scatola di medicine aperta che non abbia un un pezzo di carta raggrumato, incastrato alle meglio con il blister delle pillole, che spunta disperato dalla scatola. È la conseguenza del gesto di aprire la scatolina per la prima volta, con estrazione del foglietto del bugiardo per dargli occhiata. Mossa fatale. Nessuno è mai più riuscito a ripiegarlo e a rimetterlo a posto, al termine di aspre battaglie con le dita. Ed ecco che la casa di chi usa medicina è piena di bugiardini sparsi, su tavoli e mensole che non si sa più a che medicine corrispondano. Può succedere quindi che uno si sbaglia e prende un antibiotico tre volte al giorno o due Cardioaspirine alla sera prima di andare a letto. Perché si fa casino. Il bugiardino quindi, oltre a inquietare perché ogni farmaco, se vai a leggere il famigerato foglietto, presenta effetti collaterali ai limiti del decesso, diventa una pallottola di carta abbandonata da qualche parte. E si assiste alla sua trasformazione da consigli utili per chi usa il farmaco, a pallina per gatti che se lo portano in giro per casa, in interminabili partite di hockey. Il sospetto è che chi redige i bugiardini ecceda un po’ in interminabili romanzi sul farmaco che non fregano niente a nessuno e quindi che il biglietto potrebbe essere molto più agile. Tanto la gente leggerà sempre e solo due cose: la posologia e gli effetti collaterali. Se troveranno la soluzione forse avremo in giro per casa più scatole di medicine chiuse. E più felici.